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Operazione “Gazza Ladra”: sgominata banda specializzata in rapine ad anziani

PALERMO

All’alba di oggi, i carabinieri della Compagnia di Petralia Sottana hanno dato esecuzione al provvedimento di misura cautelare agli arresti domiciliari emesso dal Gip nel tribunale di Termini Imerese nei confronti di quattro persone, residenti nella provincia di Siracusa e Catania, Nicola Fiasché, Veronica Crescimone, Massimiliano Corsaro e Pietro Ciadamidaro. L’accusa a carico dei quattro è di aver commesso, in concorso tra loro, una serie di furti in abitazioni – sette gli episodi accertati – tra le province di Palermo, Caltanissetta e Catania, nel periodo compreso tra novembre 2015 e gennaio 2016, ai danni di persone anziane, utilizzando anche violenza nei confronti delle stesse, vittime in almeno due occasioni. Le attività investigative svolte in particolare dal nucleo operativo e radiomobile, in collaborazione con il personale delle stazioni dei carabinieri di Alimena e Petralia Soprana sono scaturite dagli arresti eseguiti su ordinanza emessa dall’Autorità Giudiziaria di Termini Imerese nel mese di febbraio 2016 nei confronti di Nicola Fiaschè e Veronica Crescimone, per un furto in abitazione commesso nel mese di gennaio 2016 ai danni di un’anziana signora di Alimena. In quell’occasione, simulando di essere medici dell’Inps si erano presentati, ben vestiti e con modi gentili, a casa dell’anziana donna e dopo aver simulato di doverla sottoporre ad una visita medica, prospettandole la possibilità di un aumento della pensione, avevano rubato dalla camera da letto 4.000 euro in denaro contante e monili in oro. Terminato il colpo, adducendo all’anziana donna una scusa, si erano dileguati a bordo di un’auto. La donna si è resa conto poco dopo di quanto le era accaduto, ma è riuscita a trovare la forza di chiedere aiuto e così, tramite alcuni vicini di casa, ha chiesto l’intervento del “112”. È stato allora che i carabinieri della locale stazione di Alimena, acquisite le prime informazioni, insieme con altre pattuglie, hanno iniziato immediatamente le ricerche dell’auto. E quell’auto è stata ritrovata, abbandonata sull’autostrada A/19, in direzione Catania, e con chiari segni di un incidente stradale in cui erano rimasti coinvolti i due, Fiaschè e Crescimone. Le indagini permettevano di risalire in poco tempo all’identità dei due.
Durante l’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare e delle contestuali perquisizioni, i militari hanno trovato una somma ingente di denaro contante, sequestrando anche un conto deposito postale e due telefoni cellulari. L’esame dei filmati, delle immagini e delle conversazioni whatsapp, estrapolati proprio dai telefoni cellulari, hanno consentito di acquisire importanti elementi investigativi. Nello specifico, i militari dell’arma sono riusciti a trovare nella memoria dei cellulari, diverse foto raffiguranti mazzette di banconote di diverso taglio o autoscatti con addosso diversi monili in oro. Inoltre, sono state rinvenute alcune foto con la località dove poco prima gli stessi avevano commesso il reato, mentre in altri filmati si vedevano gli indagati impegnati a scambiarsi battute riferite a presunti furti appena commessi. Le indagini successive hanno consentito di far luce su altri sette furti, commessi in concorso tra loro nelle province di Caltanissetta, Palermo e Catania, documentando le responsabilità penali degli indagati. In due episodi i malviventi, hanno anche usato violenza sulle vittime e nello specifico, in un caso aprivano violentemente la porta di casa, causando la perdita dell’equilibrio di un’anziana donna. Questa attività ha fruttato ai due un “bottino” in denaro contante e monili in oro, pari al valore complessivo di 18.000 euro circa. La banda utilizzava sempre lo stesso “modus operandi”: si presentavano a casa delle loro vittime, abitualmente la mattina e in alcune occasioni nel primo pomeriggio, presentandosi come medici dell’Inps e mentre fingevano di dover procedere con una visita medica necessaria a “sbrigare” la pratica relativa alla pensione o quella relativa all’assistenza domiciliare, approfittavano della distrazione degli anziani per rubare tutto il denaro e gli oggetti d’oro che riuscivano a trovare in casa; in altri casi invitavano le vittime a togliersi le fedi o le collane indossate per poterle visitare meglio, riuscendo in questo modo a sottrare loro anche i monili aventi un alto valore affettivo. 

28 gennaio 2017

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