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Messina: manifestazione a sostegno del sindaco Accorinti

Piazza Unione Europea non era stracolma come quel 24 giugno 2013 in cui Renato Accorinti fu eletto sindaco di Messina. Stamani alla manifestazione a suo sostegno, contrassegnata con l’hastag #tantoiorivotorenatoaccorinti, ora che la mozione di sfiducia è approdata in Consiglio comunale, c’era da chiedersi se sia venuto meno il consenso o se ha avuto la meglio quella vecchia politica, che proprio il primo cittadino ha rivendicato di aver scardinato con l’etica dei sognatori ma anche la concretezza di chi ha portato i risultati, dopo avere scalato in questi tre anni e mezzo le macerie di vecchie logiche e conti dissestati, da Palazzo Zanca alle società partecipate.

Durante il raduno è stata avviata la raccolta firme per una simbolica “fiducia” al sindaco. Ma l’ultima parola, entro la metà di febbraio, l’avrà l’Aula consiliare.

Accorinti ha fatto richiamo al bene comune “che è la forza di ogni cittadino” ma anche la stessa forza lo ha spinto ad accettare di essere sindaco, piuttosto che candidarsi alla Camera come, ha riferito, gli era stato proposto.

Non ha negato di aver potuto compiere degli errori in alcune circostanze, pur mantenendo sempre “una visione della politica che mette l’etica al primo posto”.

Poi ha elencato tutti i progetti che tra breve partiranno: la firma, dopo trent’anni di attesa, il 9 febbraio, per il nuovo Palazzo di Giustizia presso l’Ospedale militare di Viale Europa; l’ampliamento del Porto di Tremestieri che finalmente libererà la città dai Tir e la Rada San Francesco dagli approdi privati; i 300milioni per i progetti inseriti nel Masterplan, dopo il reinserimento di Messina, città dapprima rimasta esclusa dalla pianificazione del Governo.

E forse, secondo il sindaco, l’accelerazione alla sfiducia nelle ultime settimane, dev’essere vista da questo punto di vista, ovvero per la pioggia di soldi che fa certamente gola a molti, come ha ribadito oggi, dopo averlo messo nero su bianco nella lettera aperta ai cittadini.

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