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Apertura anno giudiziario tra problemi e nuovi obiettivi

CATANIA

Indipendenza della magistratura, carenze di organico, rapporto tra giudici e politica. Questi i temi principali affrontati questa mattina nel corso dell’apertura dell’anno giudiziario del distretto di Catania. Il presidente della Corte d’Appello di Catania, Giuseppe Meliadò, nel suo discorso di introduzione ha sottolineato i risultati soddisfacenti ottenuti nella lotta alla mafia, sempre serrata e condotta con coraggio.

Il sequestro di beni ai clan e i numerosi arresti confermano la bontà del lavoro svolto sino a questo momento. I numeri sono favorevoli, secondo il presidente, anche il rapporto ai tanti posti vacanti all’interno delle Procure. Non a caso lo stato della giustizia civile nel distretto segnala persistenti difficoltà anche se si riscontra una riduzione dei tempi dei processi.

Anche il professore Zaccaria, membro del Csm, ha sottolineato la necessità di colmare i vuoti di organico, che ingolfano il lavoro dei giudici, allungando i tempi di risoluzione delle vicende giudiziarie. Il componente del Consiglio della magistratura ha colto l’occasione per annunciare l’arrivo in Sicilia di 6 magistrati, che verranno collocati a Caltagirone, Ragusa e Siracusa.

Nel discorso di apertura, il presidente Meliadò si è soffermato sulla disastrosa situazione logistica degli uffici giudiziari catanesi, insufficienti nelle strutture e dispersi nel territorio, evidenziando il nodo, rimasto irrisolto, del mancato utilizzo del plesso di viale Africa.

28 gennaio 2017

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