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Voto di sfiducia al sindaco di Messina: sui social l’hashtag #tantoiorivotoAccorinti

MESSINA

Mentre si attende che venga fissata la data del voto in Aula consiliare per la sfiducia al sindaco di Messina, Renato Accorinti – promossa da un documento che da agosto scorso ha raccolto le 16 firme utili più una – i sostenitori del primo cittadino si mobilitano.

E’ prevista per domani alle 11 in Piazza Municipio, infatti, la manifestazione #tantoiorivotoAccorinti, promossa dal Movimento Cambiamo Messina dal Basso, che aveva sostenuto tre anni e mezzo fa la candidatura del professore pacifista.

«Questo evento – spiegano – nasce per sostenere Renato Accorinti che nel Giugno del 2013 è stato eletto Sindaco di Messina sconfiggendo al ballottaggio Felice Calabrò, giovane avvocato del Pd molto vicino all’Onorevole Francantonio Genovese. Accorinti ottenne il 52,67% dei voti contro il 47,33% dell’avversario. Ben 47.866 cittadini/e lo scelsero contro ogni pronostico fondato sulla presunta forza dei partiti politici che per più di mezzo secolo hanno dominato la città dello Stretto. Negli ultimi tre anni Messina, guidata da Accorinti e dalle donne e dagli uomini della sua giunta, ha intrapreso un percorso di liberazione dai propri mali storici faticoso quanto esaltante, fatto di sconfitte e vittorie».

Intanto, lo stesso sindaco parla ai cittadini con una lettera aperta, dal titolo “Umiltà e fierezza”, in cui cerca di offrire le motivazioni di quelle opposizioni ricevute dagli avversari politici, in particolare circa gli scarsi o addirittura inesistenti risultati ottenuti finora.

«La mozione di sfiducia – scrive Accorinti – mette a nudo quella “politica” che politica non è. Fa gola tornare adesso, nel tempo del raccolto, dopo la durissima ed instancabile semina di questi tre anni e mezzo, fatta passo dopo passo, risalendo con fatica e a mani nude quell’abisso dentro il quale la città è stata sprofondata per decenni da sporchi affari e clientelismo».

Il riferimento riguarda i bilanci, uno dei punti del documento di sfiducia che ora la l’Amministrazione comunale rivendica come punto di forza, in quanto approvati in anticipo, facendo diventare Messina una delle città “virtuose” da questo punto di vista.

Ma la “semina” di cui si parla nella missiva ai messinesi fa riferimento, soprattutto, ai 300milioni che arriveranno dal Patto per Messina come all’approvazione dell’ampliamento del Porto di Tremestieri, nonché all’imminente trasformazione della disastrata società partecipata per la raccolta dei rifiuti, La MessinAmbiente, con la nuova Messina Servizi, che proprio sta per approdare in Consiglio comunale.

«Stiamo amministrando impegnandoci a togliere le montagne di macerie, a rimediare all’immane disastro della macchina amministrativa, delle partecipate e dei bilanci – prosegue Accorinti nella sua autodifesa -. Ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo ricostruito le fondamenta, abbiamo creato la possibilità di fare le opere più importanti che cambieranno per sempre il futuro della città. Siamo stati “concreti come dei sognatori”. Per questo sono sereno pensando che, sfiducia o non sfiducia, sono comunque arrivati troppo tardi».

E, alla fine, non può mancare il riferimento agli ideali per cui da quarant’anni è noto il Renato coi sandali, dalle battaglie pacifiste per il disarmo alla creazione del Movimento NonViolento al vessillo No Ponte: «Abbiamo già cambiato i connotati della politica, restituendo valore alla parola “politica”, provando a mettere al centro l’uomo ed il cittadino nei suoi fondamentali diritti a partire dagli ultimi. L’avvio di una rivoluzione culturale. Lo abbiamo fatto noi, liberi cittadini messinesi, società civile che ha scelto di compattarsi, non con vuoti slogan ma con la pienezza e la forza degli ideali, fino a vincere un’elezione, sconfessando tutti i pronostici, irrompendo come un fiume in piena dentro il Palazzo, scardinando come arieti tutte le porte delle stanze del potere”. “Ci ha guidato l’Utopia, ora provateci anche voi! Ormai niente sarà più come prima perché questa esperienza ha dato prova che si può realizzare l’irrealizzabile. Perché da una presa di coscienza collettiva indietro non si torna. Questa – conclude – è la nostra vera vittoria. Nonostante i limiti, gli errori e le imperfezioni».

Domani la parola alla piazza e poi il voto decisivo e irrefutabile dell’Aula. altante, fatto di sconfitte e vittorie.

27 gennaio 2017

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