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Sbagliando (non) si impara: le società di calcio siciliane soffrono la crisi economica

La Sicilia del calcio sbaglia, ma non impara. Quanto sta accadendo nel territorio isolano a livello economico è sotto gli occhi di tutti e si allarga a macchia d’olio.

La crisi societaria nel quale è coinvolta l’Akragas è solo l’ultimo caso di una situazione economica traballante che rispecchia la Sicilia che piange, stenta a rialzarsi e non da speranze ai tifosi, da sempre al sostegno della squadra.

Ad Agrigento, se poco più di un anno fa si gioiva per la vittoria contro il Catania e il calcio a tratti spumeggiante proposto da Rigoli, adesso la Lega Pro rappresenta un sogno forse costretto a svanire. La stagione dei Giganti più cche per risultati sportivi risalta ai doveri di cronaca per il contuinuo caos societario, che ha visto le uscite di scena di Alessi prima e Giavarini dopo.

L’ultima notizia che preoccupa i sostenitori di fede bianco-azzurra è la riduzione del budget approvata dal consiglio d’amministrazione del club, mossa che darà il via all’esodo dei giocatori rappresentativi e porrà (forse) fine alle speranze di salvezza.

Anche a Palermo la situazione non è di certo rose e fiori. Oltre ad una crisi di risultati mai vista e lo spettro della B, incombe anche la costante difficoltà all’interno dell’organigramma rosanero di trovare fondi e acquirenti. La famigerata cordata cinese era realtà prima che la squadra colasse a picco in classifica, Zamparini parlava di sceicchi ma forse l’intenzione era quella di smuovere le acque e attirare investitori. Il Messina invece, è da troppo tempo invischiato in vicende extra calcistiche che incidono sul risultato della squadra e anche qui la sensazione è che non si viva una fase di tranquillità.

Gli acquirenti non ci sono e i club vengono lasciati da soli. Condizioni non nuove in Sicilia, anzi. Le stesse premesse si sono verificate a Piraino e hanno coinvolto ad esempio il Due Torri , dove la carenza di fondi ha messo in ginocchio una squadra con alle spalle oltre 30 anni di attività e costretta all’esclusione dal campionato di Serie D. Altra similitudine è quella che riguarda il Noto, che dopo anni di soddisfazioni, è dovuta ripartire dalla Prima categoria a causa del bilancio in rosso.

25 gennaio 2017

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