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Sant’Agata: ai percorsi interno ed esterno, si aggiunge quello gastronomico!

CATANIA

Se dovessimo sintetizzare i tre giorni della festa di Sant’Agata, potremmo dire che la giornata del 3 febbraio si apre con la processione per l’offerta della cera a cui sono presenti oltre che cittadini e turisti, le più alte cariche religiose e istituzionali della città; giornata che si conclude la sera in Piazza Duomo con il caratteristico e molto atteso spettacolo pirotecnico dei fuochi d’artificio, noto come “i fuochi del 3”.

La vera festa religiosa ha, però inizio la mattina del 4 febbraio con la “messa dell’Aurora”, quando il busto reliquiario di Sant’Agata viene portato fuori dalla stanza che l’ha custodito, e “consegnato” ai devoti che lo porteranno in processione lungo un percorso esterno della città che si concluderà con il rientro nella Basilica Cattedrale in tarda notte, spesso alle prime luci dell’alba del 5.

Nella mattina del 5 febbraio, all’interno della basilica cattedrale si svolge la messa del Pontificale per poi dare vita (nel pomeriggio) al giro interno della città, detto “il giro piccolo”.

Durante l’intera giornata il busto reliquiario di Sant’Agata rimane esposto presso la Cattedrale e solo nel pomeriggio dopo la Santa messa, viene nuovamente affidato ai devoti per un’ultima processione lungo un percorso interno della città che lo vedrà concludersi nella tarda mattinata del giorno successivo 6 febbraio.

sant'agata-UltimaTv

Ma il susseguirsi di tutti questi momenti, che caratterizzano la processione, è gioco forza accompagnato da piccole tappe gastronomiche. Sant’Agata ha quindi, anche un suo “percorso” mangereccio. Per esempio questo…

ORE 5 DEL MATTINO DEL 4 FEBBRAIO – MESSA DELL’AURORA
Sant’Agata sorridente esce dal cancello della Cattedrale che la custodisce. Il busto sollevato dai portatori verso l’uscita, sembra camminare sulla folla.
Conclusa la messa, mentre la processione passa sotto l’antica Porta Uzeda, ci si può concedere il primo caffè della giornata tra il barocco di piazza Duomo e l’euforia collettiva. Caffè da accompagnare alle olivette di Sant’Agata.

ORE 22.00 (circa) DEL 4 FEBBRAIO – IL GIRO DI VIA PLEBISCITO – LA CARNE DI CAVALLO
Conclusa la prima parte del “giro esterno”, la processione si snoda attraverso una delle vie più antiche e popolate di Catania, la via Plebiscito che conduce nella Catania più autentica e verace regno della carne di cavallo e del fumo nero delle graticole con il carbone ardente che arrostiscono i carciofi.
L’occasione è ghiotta per fermarsi in una delle tante putìe (osterie tradizionali) per rifocillarsi di carne equina o della cipollata: cipolletta fresca e pancetta cotte sulla brace.
Ma se non avete il tempo per sedervi comodamente, e siete alla ricerca delle stesse pietanze, allora potete fermarvi in una delle tante bancarelle lungo il percorso.
Passata la vara d’argento con le reliquie della Santa, dal peso di diciotto tonnellate, tirata da possenti devoti che maneggiano cordoni della lunghezza di centocinquanta metri, i locali di via Plebiscito chiudono.

Ma non le bancarelle. Che sbollito il via vai della processione vengono frettolosamente e letteralmente smontate per essere riproposte poche centinaia di metri più avanti. E ripartire con il giro delle pietanze. Fino a che torna la normalità della notte… ma non per tutti!

ORE 2.00 (circa) – I CEDRI AL FORTINO
La sosta del Fortino, ossia sotto porta Garibaldi, è una tappa irrinunciabile, attesa per i fuochi d’artificio e per il popolare e molto amato folklore gastronomico. Qui infatti si dà libero sfogo ai “piretti” cioè i cedri tagliati a fettine, disposte in piattini e conditi col sale.

ORE 3.00 (circa) – LA COLAZIONE GHIOTTA: L’IRIS
A pochi passi, dal Fortino ecco la seconda tappa irrinunciabile: l’iris, fritto, croccante e stracolmo di crema pasticciera o al cioccolato. Attorno le 3.00 di notte potrete trovarli appena sfornati!

ORE 5.00 (circa) – LA “CALATA DELLA MARINA” IN PESCHERIA
È sotto gli archi della Marina che vivrete uno dei momenti più suggestivi. La folla che fino a qualche ora prima spingeva da ogni parte, ora si è stemperata, lungo le vie non ci sono più bancarelle a tenere banco agli angoli delle strade. E senza le grida del mattino, la pescheria di Catania ha veramente un fascino unico. Quasi surreale.

Questo è il momento giusto per prendere il caffè e un cornetto caldo. Qualche provvidenziale bar che alza la saracinesca lo troverete, mentre il cordone della “Vara” inizia a eseguire le complicate manovre per consentire alla Santa di girarsi.

ORE 9.30 – DEL 5 FEBBRAIO – IL PONTIFICALE – LE MINNUZZE DI SANT’AGATA
Finita la Santa messa del pontificale nel vero giorno della festa, il 5 febbraio, si sale da via Etnea onorando la Patrona acquistando delle minuzze di Sant’Agata. Impossibile ipotizzare un dolce simile al di fuori di Catania, il 5 febbraio tutte le famiglie catanesi chiudono il pranzo con le minnuzze di Sant’Agata.

ORE 18.00 (circa) – DEL 5 FEBBRAIO – VIA ETNA – IL TORRONE
La sera si avvicina e la festa non è ancora conclusa. E allora che si fa? Si mangia! Dal dolce più morbido e dolce, si passa a quello più duro, il torrone.
La via principale, la Via Etnea, attorno alle 18.00, è la vera attrazione della festa: la passeggiata per mostrare la Santa ai bimbi, per incontrare gli amici e raccontarsi la notte precedente, inebriati dal profumo mielato e penetrante del torrone che viene proposto dalle bancarelle allestite di fronte a villa Bellini dove – ed è prassi – si può assistere alla lunga e scenografica preparazione: l’impasto viene girato e rigirato con un grande coltello finché non si ottiene la forma desiderata, pronta per essere indurita. Quando finalmente è arrivato il momento di mangiarlo. Appiccicoso ma buonissimo!

22 gennaio 2017

 

 

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