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Amatori Catania, il presidente Stazzone: «Non ci sono squadre più forti di noi»

CATANIA

L’Amatori Catania si appresta ad affrontare una delle gare più difficili della stagione. Domenica alle ore 14.30 la squadra di coach Vittorio sarà ospite del Civitavecchia, terzo in classifica con una partita in meno. L’esito di questa partita sarà quindi fondamentale per il proseguo della stagione. In vista dell’attesissimo confronto al vertice abbiamo contattato l’avocato Riccardo Stazzone, presidente della società, il quale ha parlato ad Ultima Tv della condizione della squadra e degli obiettivi futuri.

Venite da 7 risultati utili consecutivi, come state lavorando per non perdere la concentrazione e mantenere questo vostro straordinario stato di forma?

«I ragazzi quest’anno ci tengono molto, danno sempre il massimo e i risultati si vedono. Fin da settembre hanno sempre creduto nel progetto e questa convinzione ci ha portati dove siamo adesso. Guardiamo gara dopo gara, la semi battuta d’arresto di domenica scorsa ci ha fatto rialzare l’asticella dell’attenzione, i ragazzi si sono allenati duramente dando il massimo durante la settimana e sono pronti per il match di domenica».

Nella prossima gara affronterete Civitavecchia, come vi state preparando a questo big match?

«Siamo concentrati al massimo per questa sfida, una vittoria potrebbe permetterci di consolidare il primo posto e allungare la serie positiva. Chiaramente loro partono leggermente avvantaggiati, ma noi cercheremo di ribaltare il vantaggio casa. Arrivando a questo punto del campionato i punti valgono doppio e vincere in trasferta per noi sarebbe veramente fondamentale. Noi avremo qualche infortunato che riusciremo a recuperare solamente nella giornata di domani, ma nonostante tutto andiamo lì per vincere. Queste sono partite in cui non hai bisogno di caricare l’ambiente, perché il gruppo sa già quanto la sfida sia importante. Noi dobbiamo restare tranquilli e fare ciò che sappiamo fare, la squadra è giovane ma ha grande talento e senso di responsabilità».

Il 2016 si è concluso con il primo posto in classifica e tante speranze per il futuro, a cosa puntate in questo 2017?

«Allo stato attuale il nostro obiettivo è di continuare il campionato nelle prime posizioni. Gli episodi e i fattori decisivi saranno tanti, ma faremo di tutto per centrare l’obiettivo playoffs. Andiamo avanti piano, lavorando e restando sul pezzo gara dopo gara, senza fare voli pindarici. Nelle prossime due partite affronteremo seconda e terza in classifica, saranno gare fondamentali per capire dove possiamo arrivare».

Qual è l’avversario che vi preoccupa di più in ottica promozione?

«Abbiamo visto nel girone d’andata, che anche quando abbiamo perso, non siamo inferiori a nessuno. Non ci sono squadre più forti di noi, anche se chiaramente con due-tre squadre il divario è minimo, e quindi gli episodi faranno la differenza. La squadra che ci preoccupa di più al momento è l’Amatori. Il nostro team è in grado di battere chiunque, ma se cala la concentrazione siamo anche capaci di rischiare brutte figure con chiunque».

Quanto, alla Sicilia e al movimento rugbistico siciliano, manca una squadra in Serie A?  

«Secondo me tantissimo, perché una società in serie a infonderebbe entusiasmo al movimento e all’ambiente, e farebbe anche aumentare le possibilità di trovare accordi con sponsor e tv. L’Amatori a Catania ha ancora seguito soprattutto grazie alla sua storia; la città etnea è una piazza dal tifo caloroso, e appena una squadra si trova ai vertici la gente si infiamma come pochi altri posti: tornare a calcare i campi che più competono al blasone della nostra società darebbe una mossa a tutto il movimento. Sarebbe anche importante per i bambini, che riuscirebbero più facilmente ad affezionarsi e ad amare il rugby. Nostro obiettivo primario è togliere tanti ragazzi dalla strada e, grazie anche ad una sinergia sviluppatasi con il Cus Catania, negli ultimi anni siamo riusciti a farlo scoprendo anche atleti di alto livello. Se tutto il movimento si muoverà nella stessa direzione, perseguendo chiaramente anche i propri singoli obiettivi, non potranno che seguire successi».

di Luca Leonardi

20 gennaio 2017

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