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«Appena spari, sei li butti a terra». La potenza di Sebastiano Sardo – LE INTERCETTAZIONI

CATANIA

Li avete sentiti in questa intercettazione, Francesco Boncaldo e Francesco Zanti si stavano facendo i conti dell’Incasso. Al mese lo smercio di cocaina e marijuana faceva entrare nelle casse del gruppo criminale fino a 100 mila euro. Ma a gestire i guadagni era sempre e solo lui: Sebastiano Sardo. «La sua caratura equivale a quella di Andrea Nizza dei Santapaola-Ercolano». Queste le parole di un collaboratore di giustizia durante una deposizione. Sardo, che oggi è stato raggiunto da due ordinanze di custodia cautelare una a Catania, durante il blitz Wink, e l’altra a Messina durante l’operazione “Doppia Sponda”, si faceva aiutare dai fratelli Carmelo e Luca ma suo stretto collaboratore era anche Gaetano Torrisi col quale dialoga in quest’altra intercettazione.

Si sentiva potentissimo Sardo anche perché aveva le armi, dunque una potenza di fuoco e teneva i rapporti con i vertici dei Cappello Bonaccorsi. La rete criminale aveva i pusher, le vedette e i custodi delle sostanze stupefacenti e proprio la droga veniva lanciata ai clienti dal balcone e sempre a Sardo spettava il pagamento degli stipendi  agli affiliati. Il gruppo era già stato colpito da due provvedimenti: uno il 4 marzo del 2014 quando arrestando Mario Guglielmino, gli agenti della squadra mobile hanno trovato nel suo garage 30 chili di marijuana e il 16 aprile dello stesso anno quando a finire in carcere è stato Daniele Prezzavento e la polizia ha sequestrato 100 grammi di cocaina.

Loro, però, credevano di essere forti ed affermati e nulla poteva spaventarli.

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