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“Ad un passo dal cielo. W la mafia”, un urlo di derisione per combattere il mostro

CATANIA

Un inno alla vita, una favola delicata raccontata da un uomo rimasto per sempre bambino a causa di un forte trauma psicologico inflittogli dalla mafia, che riscopre la bellezza della libertà che si sprigiona in un urlo di derisione W LA MAFIA. È questo l’intenso plot di Ad un passo dal cielo (W la mafia) spettacolo pluripremiato e apprezzato a livello nazionale, scritto e interpretato da Aldo Rapè per la regia di Nicola Vero.

Calogero, il protagnista,  ha 30 anni. Da bambino aveva visto uccisi della mafia i suoi genitori, e diciottenne ha deciso di cambiare la sua vita e di andare a vivere lontano, ad un passo dal cielo. In questo luogo ha scoperto l’autenticità della natura, ha conosciuto se stesso. Lassù è invincibile, può combattere contro quel mostro che lo ha più volte ferito, può schivare i suoi colpi e riuscire, con rabbia e dolore, a beffeggiarlo gridando “W LA MAFIA”.

Uno spettacolo di impegno civile e sociale scritto ma al contempo intimo e poetico. La voglia di vivere di Calogero riesce ad andare contro contro le sue più aberranti manifestazioni dell’esistenza umana. La pièce vuol essere una dedica che l’attore e drammaturgo Rapè rivolge alle vittime della mafia e ai loro parenti.

Ad un passo dal cielo dal 2004  ad oggi ha effettuato più di 500 repliche. È stato messo in scena nei teatri, nelle scuole, alla presenza di parenti di vittime di mafia, nelle chiese, nei palazzi divelti dalle bombe, nei quartieri a rischio.

Lo spettacolo vuol smuovere la coscienza del pubblico, ponendo dei dubbi e lasciando una riflessione profonda sulle nostre scelte ma al contempo, regalando forti emozioni. Ad un passo dal cielo andrà in scena da giovedì 19 a sabato 21 gennaio (ore 21) e domenica 22 (ore 17:30), al Teatro del Canovaccio di Catania.

19 gennaio 2017

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