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Sant’Agata: la tradizione e la storia dei cordoni

Parlando di processione, fra gli elementi fondamentali della festa di Sant’Agata, sono sicuramente i 2 lunghi cordoni.

Ci riferiamo infatti all’elemento portante che rappresenta da sempre uno strumento quasi indispensabile per lo svolgimento delle processioni tra le vie cittadine, ma ancor di più rappresenta anche uno degli elementi di vero contatto con la santa patrona durante la festa.

Tra tradizione storia e nozioni tecniche, abbiamo voluto evidenziare gli aspetti strutturali e le antiche simbologie che caratterizzano queste due imponenti funi.
Di natura prettamente marinaro sono infatti composti da un intreccio di canapa che raggiunge a tre corde intrecciate tra loro, formando un fusto robusto dal diametro di circa 5 cm.
Cenni storici raccontano che i cordoni ricoprivano un ruolo importante, poiché in epoca antica il fercolo della Santa Patrona era munito  di un meccanismo a slitta chiamato mezzelune che scivolavano lungo il percorso.

Inoltre molti non sanno che i cordoni a seconda le circostanze vengono anche sostituiti come nel caso dell’ingresso del fercolo all’interno della chiesa di Sant’Agata la Vetere dove vengono sostituiti con cordoni di minore lunghezza per una piu’ agile manovra.

Ma attorno al cordone sono infinite le tradizioni gli aneddoti e le culture popolari che si sono da sempre avvicendate; Come ad esempio la tipica terminologia utilizzata nella chiamare alcune parti fondamentali per la trazione.

I cordoni diventano così un vero e proprio punto di riferimento storico della festa oltre ad essere elemento ormai divenuto sacro per i numerosi fedeli in processione.

17 gennaio 2017

di Dario Testa

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