Ti trovi qui
Home > Apertura > Operazione Lazarus: ritorna in carcere Galletta, boss del clan Santapaola-Ercolano

Operazione Lazarus: ritorna in carcere Galletta, boss del clan Santapaola-Ercolano

CATANIA

Eccolo il boss Maurizio Galletta, mentre viene condotto in carcere dagli uomini della Dia dopo l’interrogatorio. Lo abbiamo visto uscire con le stampelle e la mascherina. C’è voluto un anno di indagini per dimostrare che il boss, che si dichiarava paraplegico e con insufficienza respiratoria, in realtà aveva inscenato tutto per riuscire ad ottenere il regime dei domiciliari e importanti benefici, come le uscite autorizzate per recarsi nelle strutture pubbliche ed effettuare le cure.

Oltre alla possibilità di continuare a gestire affari illeciti, ostentando il proprio carisma mafioso per le vie del centro cittadino. Il boss riceveva dall’Inps una pensione per il suo precario stato di salute. Da quando si trova ai domiciliari è stato stimato un importo pari a 200.000 euro. Ed eccolo invece sull’uscio di casa mentre, perfettamente in piedi sulle sue gambe, riusciva a pulire a terra ed effettuare lavori casalinghi nel villaggio Delfino di Vaccarizzo dove risiedeva.

Lì aveva installato un sofisticatissimo sistema di videosorveglianza per controllare l’arrivo delle forze dell’ordine e farsi trovare sulla sua sedia rotelle al momento dei controlli. Una decina i medici indagati. Professionisti e dirigenti medici del Policlinico di Catania e di studi privati che potrebbero aver consentito al boss di usufruire del regime detentivo meno rigido. 

«Oggi si riapre una pagina di storia che ha segnato la città di Catania con l’arresto di un importante esponente di spicco del clan Santapaola Ercolano» ha detto Panvino. Tra gli omicidi di cui si è reso responsabile insieme al boss Maurizio Zuccaro, parente di Nitto Santapaola, quello di Salvatore Vittorio, Angelo Di Pietro e Giulio Magrì.

17 gennaio 2017

Articoli Consigliati

Top