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Messina: avviata autopsia al pompiere morto. Scipilliti era stato arrestato nel 2014

MESSINA

Sarà l’autopsia a chiarire se ci sia una caso di omicidio, dietro la morte di Roberto Scipilliti, il pompiere 55enne scomparso lo scorso 5 gennaio e ritrovato a Savoca sabato scorso. Il corpo dell’uomo è stato rintracciato dopo lunghe ricerche, messe in atto dai carabinieri della Compagnia di Messina Sud insieme ai Vigili del Fuoco che hanno impiegato l’Unità cinofila del Comando provinciale.
Proprio il cane Zeus, addestrato per rintracciare le persone, ha condotto al corpo dell’uomo, nella frazione di Rina Superiore, resa impervia da una frana.

Il cadavere, che indossava la tuta da vigile del fuoco, non presentava ferite di nessun tipo di arma, ma aveva il volto tumefatto e numerose ecchimosi alle braccia.

Dall’esame autoptico si capirà se i segni sul malcapitato siano stati determinati da violenza o da una rovinosa caduta.

Scipilliti, originario di Messina, risiedeva con la famiglia a Roccalumera. Da qui si erano perse le sue tracce alle 14 di quel 5 gennaio, quando uscì da casa. Il suo fuoristrada era stato ritrovato sul lungomare di Santa Teresa di Riva ma, dal 7 gennaio, le ricerche si erano concentrate nel comprensorio di Savoca, luogo in cui un ripetitore Wind aveva agganciato il suo telefonino.

I suoi colleghi, insieme agli uomini dell’Arma, lo hanno cercato incessantemente, anche nei giorni in cui le condizioni meteo si presentavano proibitive, fino alla drammatica scoperta.

Il nome di Roberto Scipilliti era balzato alle cronache nel 2014, quando venne arrestato in un’operazione dei carabinieri, con l’accusa di truffa, estorsione e falso, ai danni dell’Unione Europea e dell’Agea, l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura. Con la complicità di due impiegati dell’Agea, rispettivamente di Catania e Lentini, secondo l’accusa, aveva ottenuto illecitamente dei finanziamenti europei, utilizzando l’identità di 11 persone, cui avrebbe sottratto in maniera estorsiva i documenti. L’uomo, dopo aver trascorso 7 mesi in carcere e poi agli arresti domiciliari successivamente revocati, tornato in servizio, era attualmente in attesa del processo.

16 gennaio 2017

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