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La Pubbliservizi è di nuovo orfana: si dimette Muscarà

Il tributarista, nominato da Enzo Bianco lo scorso 28 dicembre, ha rassegnato le proprie dimissioni in quanto indagato nell’inchiesta sulla presunta bancarotta fraudolenta del gruppo Aligrup

CATANIA

«Apprezziamo la sensibilità mostrata dal professore Muscarà per avere rassegnato le dimissioni da amministratore unico di Pubbliservizi pur non essendo obbligato». Così il sindaco della Città Metropolitana di Catania Enzo Bianco accettando le dimissioni presentate nel pomeriggio. Il professore Salvatore Muscarà era stato posto al vertice dell’azienda lo scorso 28 dicembre.

Il sindaco Bianco, in ogni caso, rassicura i dipendenti di Pubbliservizi ribadendo quanto già affermato nelle scorse settimane: salvaguardare i posti di lavoro, garantire il puntuale pagamento degli stipendi e il servizio pubblico, rilanciare l’attività dell’azienda. Nei prossimi giorni si procederà alla nomina del nuovo amministratore unico.

Muscarà è indagato nell’inchiesta che ha visto la Guardia di finanza di Catania eseguire un decreto del gip del Tribunale Etneo che ha disposto il sequestro preventivo di disponibilità finanziarie per oltre 19 milioni di euro nell’ambito di un’ampia attività di indagine per il reato di bancarotta fraudolenta relativo al crac della Aligrup, società operante nel settore della grande distribuzione alimentare. Il provvedimento è stato emesso nei confronti di 9 indagati, 3 amministratori giudiziari della Aligrup e 6 tra amministratori di fatto e di diritto di diverse società collegate.

Secondo gli investigatori c’è stata bancarotta fraudolenta perché ci sarebbero state condotte di distrazione, dissipazione e occultamento di risorse finanziarie della Aligrup, dal 2001 in amministrazione giudiziaria nell’ambito del processo a carico di Sebastiano Scuto accusato di associazione mafiosa. I reati contestati sarebbero avvenuti tra il 2005 e il 2013 quando, come ha accertato la Guardia di Finanza e una consulenza tecnica disposta dalla Procura di Catania, la Aligrup pur formalmente gestita dagli amministratori giudiziari nominati dal Tribunale, operava invece nell’interesse della famiglia Scuto, avvantaggiando società appartenenti al medesimo gruppo imprenditoriale o comunque riconducibili a lui, fino al dissesto manifestatosi con la domanda di concordato preventivo.

In particolare sono emerse varie operazioni commerciali anomale tra Aligrup e alcune società riconducibili alla famiglia Scuto (Fruttexport s.r.l., K&K s.r.l., Global Service s.r.l., Deteritalia s.r.l. e Cedal s.r.l.), mediante le quali sono state trasferite somme di denaro dalla Aligrup.

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