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Bancarotta Fraudolenta. Sequestrata una clinica e 19 milioni di euro in due operazioni della GdF

CATANIA

Tutto è partito dalle segnalazioni di alcuni dipendenti alle forze dell’ordine. Due diverse operazioni portate avanti dalla Guardia di Finanza di Catania, un comune denominatore: la bancarotta fraudolenta. Ovvero svuotare le risorse di una società per convogliarla in una nuova producendo finte fatture per creare finti utili.

La prima operazione riguarda il mondo della sanità privata con la Procura che ha messo agli arresti domiciliari Salvatore Musumeci, noto imprenditore catanese nel settore delle cliniche private, insieme alla moglie Maria Luisa de Vita, del figlio Roberto e del ragioniere Rosario Desi.

Quest’ultimo prestanome della società Arka S.r.l  con un indebitamento di circa due milioni di euro. Dalle intercettazioni si evince pure la necessità di produrre false fatture per giustificare i movimenti finanziari.

Uno schema ben collaudato quello della frode, applicata anche nel mondo della grande distribuzione alimentare con il crac dell’Aligrup S.p.a. il cui amministratore Sebastiano Scuto è conosciuto da tutti come il re dei supermercati.

Dalle intercettazioni effettuate, la Guardia di Finanza ha accertato che gli amministratori giudiziari, nominati dal Tribunale, facevano gli interessi del Gruppo Scuto. Un continuo movimento di denaro e risorse con il solo obiettivo di svuotare l’Aligroup Spa.

Da qui il sequestro di 19 milioni di euro e l’applicazione di misure cautelari a tre amministratori giudiziari e sei dirigenti delle aziende risalenti alla famiglia Scuto

12 Gennaio 2017

 

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