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L’ospedale “S. Marta e S. Venera” eletto Dea di primo livello

CATANIA

Acireale. Un grande risultato per l’ospedale di Acireale “Santa Marta e Santa Venera” che diventa Dea (dipartimento di emergenza urgenza e accettazione) di primo livello. L’annuncio è stato dato dall’assessore regionale alla Sanità, Baldo Gucciardi, e questa mattina è stato illustrato il nuovo piano all’interno del presidio ospedaliero alla presenza del sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, del deputato regionale, Nicola D’Agostino e del direttore sanitario del presidio ospedaliero, Salvatore Scala.

«Un risultato giusto – commenta il deputato regionale acese, Nicola D’Agostino – ma non scontato e che era diventato anche difficile da raggiungere. Da deputato regionale di maggioranza ho posto la questione in maniera netta e risoluta. Oggi certifichiamo che la nostra sanità ha un futuro e che i livelli di assistenza non sono messi a rischio, anzi: proprio grazie a questa promozione il presidio ospedaliero dovrà essere potenziato». Ed è proprio l’onorevole a porre l’attenzione sul prossimo obiettivo da raggiungere: rendere più efficiente il pronto soccorso. «Tocca adesso alla dirigenza sanitaria e medica cogliere l’occasione, proporre un modello di sanità che rasenti l’eccellenza, per dimostrare che tanta fiducia è stata riposta meritoriamente. Il primo obiettivo è una grande riorganizzazione dei servizi, partendo dal Pronto Soccorso».

Soddisfatto anche il primo cittadino acese. «Con questo risultato – dichiara Barbagallo – il nosocomio acese potrà crescere ancora di più in termini di personale medico e infermieristico. Spero che l’assessorato investa anche su questo».

La nuova riformulazione del piano dell’assessorato alla Salute rafforza, dunque, l’offerta sanitaria catanese con l’ospedale “Garibaldi” elevato a Dea di secondo livello, e quelli di Caltagirone e Acireale, appunto, diventati strutture di primo livello. In provincia di Catania si è passati dall’unico Hub previsto, il Cannizzaro, alla decisione di avere tre “ospedali centrali”. Al Cannizzaro infatti si aggiungono il Policlinico etneo e il Garibaldi. Confermata la attribuzione di “spoke” all’ospedale “Gravina” di Caltagirone cui si aggiunge l’ospedale riunito di Acireale-Giarre, inizialmente indicato come presidio di base. Come “Ospedali di base” resteranno i presidi di Biancavilla e Paternò che sembravano destinati alla chiusura e si salverà anche la struttura di Militello Val di Catania, promosso a ospedale di zona disagiata come quello di Bronte.

di Simona Zappalà

10 gennaio 2017

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