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Mafia capitale e Cara di Mineo: Odevaine mette nei guai Castiglione

CATANIA

L’inchiesta sul Cara di Mineo potrebbe essere ad una svolta decisiva. Sul banco dei magistrati adesso siede Luca Odevaine, figura nota nel processo di Mafia Capitale ed ex componente del tavolo di coordinamento sugli immigrati del Viminale, che ha deciso di raccontare le verità sul Cara. I dettagli sono emersi nelle scorse ore all’interno di un’inchiesta del quotidiano La Sicilia.

Secondo la Procura di Catania, i migranti rappresentavano un vero e proprio business “criminale”. Dopo aver patteggiato una pena a due anni e otto mesi nel processo romano, Odevaine denuncia le condotte di Giuseppe Castiglione. Al centro della questione un intreccio con appalti guidati a favore delle cooperative aggiudicatrici, con in ballo 400 posti di lavoro utili a rafforzare una determinata corrente politica sul territorio locale.  Per Odevaine, Castiglione, già sottosegretario all’Agricoltura nel governo Renzi e confermato in quello Gentiloni, avrebbe gestito tutto da dietro le quinte non facendo mai emergere la propria figura in quella che viene rappresentata dai magistrati come una vera e propria “associazione a delinquere”.

Secondo Odevaine, Castiglione  avrebbe gestito il centro di accoglienza per rifugiati attraverso una rete ben organizzata “in grado di interferire sulle articolate procedure amministrative” e di “assistenza ai migranti”. Sotto inchiesta oltre al sottosegretario del Ncd altre 21 persone e una cooperativa. Le ipotesi di reato sostenute sono turbativa d’asta e corruzione.

Nonostante gli scandali e le inchieste, il Cara di Mineo continua ad essere gestito dalle cooperative sotto la lente di ingrandimento della magistratura ospitando circa tremila migranti.

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