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Torna la brucellosi in Sicilia: nel messinese casi quadruplicati rispetto al 2015

MESSINA

Torna la psicosi brucellosi. Rispetto al 2015 i casi di infezione si sono quadruplicati, tornando ai livelli registrati di fine anni 90.
La città maggiormente colpita è Messina: nel 2015 i casi erano stati 33, alla fine del 2016 invece, 136, di cui 130 riguardano persone residenti nella città di Messina.
Ma com’è possibile? Una delle cause principali, il mercato clandestino di bestiame, un business – secondo le indagini della Procura di Messina e della polizia di Sant’Agata di Militello – che parte dal furto di decine di migliaia di capi e che, grazie alla connivenza di chi dovrebbe controllare, a cominciare dai veterinari, produrrebbe nella sola provincia di Messina, (nel periodo 2015-2016), lo smarrimento quasi 30mila ovini e 6mila bovini. Animali al di fuori di ogni controllo.
La brucellosi non si trasmette da uomo a uomo e nemmeno attraverso l’assunzione della carne, ma è possibile invece infettarsi mangiando prodotti caseari, soprattutto la ricotta.
Le categorie maggiormente a rischio sono quelle a contatto con questi animali, ossia gestori di mattatoi, allevatori, veterinari. Un problema certamente non isolato alle aree montane dei Nebrodi, come si potrebbe supporre.

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COME SI MANIFESTA LA BRUCELLOSI
Con febbre, sia alta che bassa, mal di testa, eccessiva sudorazione. Sintomi che spesso vengono confusi con altre patologie e quindi non curati subito come si dovrebbe: cioè con due specifici antibiotici da assumere per 45 giorni.
Può colpire le articolazioni della colonna vertebrale, le anche o i femori, gli apparati genitali, le strutture osteo-articolari, o ancora il cuore ma in questo caso è necessario l’intervento di sostituzione delle valvole.

I RISCHI
Un rischio da non sottovalutare è la possibile resistenza agli antibiotici, ipotesi non rara, come accaduto a un commerciante del messinese perché le cure normali non funzionavano.
Un dato certamente negativo, al punto da indurre il sindacato Uil-Fpl di Messina a inviare una nota, indirizzata fra gli altri anche al ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, per chiedere il commissariamento della Regione, in quanto incapace nel debellare le malattie infettive nel bestiame.
«Strumentalmente – riporta la nota del sindacato – sono state fornite alla popolazione informazioni ingannevoli e, al contempo, vengono assunti dai vertici dell’Asp provvedimenti privi di ogni logica sanitaria. La normativa prevede la nomina di un commissario ad acta per le regioni che non abbiano provveduto all’eradicazione delle malattie infettive».

5 gennaio 2017

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