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Termovalorizzatore a Motta: La Sicilia in mano alle multinazionali

CATANIA

L’emergenza rifiuti non conosce fine e nel Comune di Motta Sant’Anastasia l’approvazione della realizzazione di un termovalorizzatore ha portato scompiglio tra i cittadini.

Al centro di numerose polemiche in questi giorni stavolta c’è la delibera da parte del sindaco e degli assessori comunali sull’approvazione della costruzione di un termovalorizzatore. I cittadini non parlano, ma è chiaro che la volontà sia quella di spingere affinché arrivi un dietrofront.

Un passaggio politico a tutti gli effetti, tante polemiche e quella svolta tanto acclamata sul capitolo rifiuti alla fine è arrivata, ma non come i cittadini e i comitati “No discariche” di Motta e Misterbianco si aspettavano. Il sindaco ha infatti approvato lo scorso 19 dicembre la proposta avanzata da una ditta internazionale, la Nexuss Energy AG.

Sul banco della proposta avanzata dalla ditta svizzera, poi approvata lo scorso 19 dicembre dalla giunta comunale con a capo il sindaco di Motta Sant’Anastasia Carrà, c’è la costruzione di un “centro tecnologico innovativo” a nord della discarica di Tiritì.

Probabile che dietro a questo nome si celi la realizzazione di un termovalorizzatore, impianto che stando a quanto emerso dovrebbe contenere un investimento da 580 milioni di euro, 178 posti di lavoro a regime e oltre 300 posti nella fase di costruzione.

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5 gennaio 2017

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