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Pippo Fava: non dimenticare chi, per far luce e giustizia, ha perso la vita

CATANIA

Sconfiggere la mafia? Forse una chimera. Nel nostro piccolo però, possiamo assolvere un compito importante: non dimenticare chi, per far luce e giustizia, è andato coraggiosamente incontro a morte certa. Trentatrè anni fa moriva Giuseppe Fava, giornalista ucciso dalla mafia con 5 proiettili; un uomo che è morto sognando una Sicilia migliore, all’insegna dell’onestà e della chiarezza. In occasione del 33° anniversario dalla sua scomparsa lo ricordiamo mentre parla di Catania, città che lo adottò perché in realtà Fava nacque a Palazzolo acreide. E proprio in questa intervista in bianco e nero degli anni 60, recuperata  dagli archivi della Rai, Fava parla con passione di catania e dei catanesi …

Della mafia si ha paura e molto spesso, per omertà o per abitudine, si vive come se non esistesse considerandola come un fatto ovvio e incontrovertibile. La vera lotta è l’esser consapevoli della sua esistenza e il miglior modo per affrontarla è diffondere dialogo e informazione. In quanti però sono davvero informati? In quanti conoscono la storia di Giuseppe Fava? Ben pochi, poca la gente  che accorre alle celebrazioni Ci auguriamo più partecipazione al fitto programma di incontri previsto pe oggi: a partire dal corteo silenzioso che partirà da piazza Roma all’incontro previsto in via Fava, dove si terrà un presidio davanti la lapide che lo ricorda.

E se la Sicilia è una terra di tradizioni, anche la mafia purtroppo ne fa parte, intessuta nella storia di questa terra. Un problema culturale forse, si parla sempre meno ai più piccoli che invece dovrebbero lasciarsi ispirare  da questi modelli e comprendere il valore di grandi ideali, come la necessità di non arrendersi e portare avanti la lotta contro abusi e soprusi.

 

5 gennaio 2017

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