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Aggresisoni nei P.S: anche la Uil sollecita «aumentare organici e controlli»

CATANIA

«L’episodio di violenza verificatosi all’Ospedale Vittorio Emanuele di Catania, l’ennesimo di una lunga scia di aggressioni che sono accadute al nosocomio catanese, devono portare le istituzioni ad aumentare i livelli di sicurezza e la sorveglianza negli ospedali catanesi: non possiamo aspettare oltre anche perché infermieri e dottori hanno paura di andare a lavorare. Più volte abbiamo denunciato queste vicende, adesso è arrivato il momento di agire».

Lo affermano il segretario regionale della UIL FPL Enzo Tango e il segretario provinciale della categoria Stefano Passarello.

«La politica – aggiungono Tango e Passarello – deve intervenire aumentando gli organici negli ospedali ma allo stesso tempo deve rafforzare la presenza di vigilanza. Apprezziamo l’intervento di sua eccellenza il prefetto di Catania Maria Guia Federico ma riteniamo necessario avere dei presìdi di polizia dentro gli ospedali anche perché ciò che è successo al Vittorio Emanuele è accaduto anche in altri ospedali catanesi e siciliani. È inaccettabile che negli ospedali si assista a delle spedizioni punitive e atti del genere vanno fermati sul nascere: medici, infermieri, operatori sanitari e non del Pronto Soccorso del Vittorio Emanuele – ma anche di altre realtà della nostra regione – sono spaventati: per lavorare bene hanno bisogno di ritrovare serenità e lucidità per svolgere al meglio le loro mansioni» concludono i due esponenti sindacali.

5 gennaio 2017

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