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Ragusa, la denuncia di Legambiente. «Tringali segnalato per abuso edilizio»

Grave denuncia di Legambiente Ragusa al presidente del consiglio del capoluogo ibleo accusato di abuso edilizio aggravato dal fatto di aver cercato di voler superare i vincoli imposti dal Piano Paesaggistico dichiarando il falso. Pesante la tegola che si abbatte sul presidente del Movimento 5 Stelle, Antonio Tringali, per una recente costruzione realizzata a Ragusa circa un anno fa e che già aveva alimentato i sospetti di qualche consigliere comunale, ma adesso Legambiente ha inviato formale segnalazione alla Procura della Repubblica e alla Sovraintendenza perché vengano accertate possibili irregolarità edilizie.

«Il caso in questione – spiega Legambiente con una nota stampa-  non  è molto diverso dalle decine di casi denunciati in passato da Legambiente, di per sé grave in quanto dimostra uno scarso rispetto delle regole di convivenza civile e una dose elevata di furbizia, è ancora più grave in termini fiducia nelle istituzioni se si considerano i protagonisti. Infatti – si legge ancora nella nota – la cosa che colpisce in questa storia sono i soggetti coinvolti: il Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa in quanto proprietario dell’immobile costruito e un progettista, che Legambiente ha ritrovato nell’affare sulle concessioni edilizie illegittime relative a villette in zona agricola e in alcuni casi di lottizzazioni abusive, ultima quella di San Giacomo sequestrata dalla magistratura a seguito di un esposto di Legambiente. Dopo decenni di assalto al territorio agricolo – scrive ancora Legambiente- con l’approvazione definitiva del Piano Paesaggistico di Ragusa, sono  state finalmente bloccate la costruzioni di ville e villette in zona agricola che stavano distruggendo il paesaggio dell’altopiano Ibleo fatto di muri a secco, carrubi, masserie e animali al pascolo. Tutto risolto? No, perché gli interessi particolari  privati cercano sempre nuove soluzioni per aggirare le norme».

Secondo Legamebiente l’immobile di Proprietà di Tringali sarebbe illegale, «a meno che – scrivono-il proprietario non dimostri che è funzionale all’attività agricola,cosa difficile visto che il terreno è di soli 1.782 mq, altrimenti va demolito e ricostruito nella medesima area del vecchio fabbricato rurale come previsto dalla norma».

4 gennaio 2017

Carmelo Riccotti La Rocca

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