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Via Sava il giorno dopo: abitanti ospitati nei B&B e nella parrocchia di Cibali

CATANIA

Non parlano, non nè hanno voglia. Un silenzio eloquente per chi ha visto in serio pericolo la sua vita e quella dei propri cari. A ventiquattrore dall’esplosione nell’appartamento del secondo piano della palazzina di via Cosentino Sava a Cibali, l’intero rione è ancora impegnato a fare la conta dei danni. Gran parte delle strade sono ormai sgombre da vetri e detriti “sparati” via come proiettili dall’edificio- il più alto dell’intera zona- e che hanno investito arterie e abitazioni circostanti.

A vigilare in tutta l’area la polizia municipale. Agenti e pattuglie impegnati a prevenire eventuali atti di sciacallaggio nei confronti di alcune abitazioni che oggi si ritrovano senza tetto o senza una parte del muro perimetrale. I residenti della palazzina, invece, accompagnati dai vigili del fuoco, entrano nelle proprie abitazioni per prendere vestiti, piccoli mobili e qualsiasi altra cosa possa servire nell’immediato.

Molti hanno passato la notte ospiti di parenti o amici; qualcuno nei B&B messi a disposizione dall’amministrazione comunale oppure in alcuni locali della parrocchia di Cibali. Lo sconforto è evidente anche se, tra mille difficoltà, si cerca di ritornare alla vita quotidiana: molti stamattina sono andati al lavoro. «Miracolati, come altro ci possiamo sentire?

Non si tratta solo dei residenti della palazzina di via Sava ma di tutto il quartiere visto che detriti, inferriate e infissi sono finiti nelle case e nelle strade con una potenza tremenda. Chi si sarebbe trovato in quel momento sulla loro traiettoria non avrebbe avuto scampo». A parlare è Orazio D’Antona abitante della vicina piazza Ignazio Roberto. Il suo è un pensiero condiviso da tutti.

«L’edificio aveva due anni di vita e, almeno dall’esterno, sembra molto solido- prosegue Teresa Annichiarico- fortunatamente gli altri appartamenti non sembrano aver subito grossi danni e crediamo che i proprietari potranno tornare a casa il prima possibile. Naturalmente il quartiere è pronto a dargli una mano e siamo disposti ad ospitarli fino a quando tutto non ritornerà alla normalità».

Dai primi rilievi effettuati dai Vigili del Fuoco di Catania, l’esplosione dovrebbe essere stata causata dalla formazione accidentale di una miscela aria-gas che ha saturato l’abitazione del secondo piano. La deflagrazione sarebbe stata provocata da un elettrodomestico collegato alla rete elettrica.  

3 gennaio 2017

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