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Turchia: l’Isis rivendica la strage di capodanno a Instanbul

Il Capodanno in Turchia si è trasformato in un incubo di terrore e morte. Un uomo armato, presumibilmente da solo, ha fatto irruzione in un nightclub di un elegante quartiere di Istanbul ed ha compiuto una strage: almeno 39 morti e 70 feriti, soprattutto stranieri. Poi si è dato alla fuga. La tragedia è avvenuta dopo la mezzanotte, il killer, secondo alcuni testimoni, avrebbe urlato Allah Akbar durante l’assalto.

L’inferno si è scatenato intorno all’1.30 nel disco-club (le 23.30 italiane) alla moda Reina, che si affaccia sulle rive del Bosforo, rinomato tra turisti e stranieri e frequentato da star e calciatori.

Le immagini delle telecamere di sicurezza hanno immortalato un uomo vestito di nero e incappucciato con un fucile che ha ucciso un poliziotto ed una guardia all’ingresso e poi è entrato nel locale, sparando all’impazzata tra i 120 e i 180 colpi sui circa settecento presenti, alcuni dei quali si sono tuffati nelle acque gelide del Bosforo per salvarsi. Tra le 39 vittime, almeno 25 sono gli stranieri, in maggioranza sauditi.

Tra i sopravvissuti, anche un gruppo di italiani che si sono gettati a terra ai primi spari, cavandosela con qualche escoriazione. La folle corsa ha seminato panico, decine di morti e feriti, e nella confusione il killer ha abbandonato l’arma ed è riuscito a fuggire.

L’Isis ha rivendicato l’attentato in un comunicato, tramite la sua agenzia di stampa Amaq, nel quale definisce la Turchia, “serva della croce”. Almeno 8 sospetti militanti dell’Isis sono stati fermati dalle unità antiterrorismo della polizia di Istanbul per un presunto coinvolgimento nell’attacco. Continua la caccia all’uomo estesa a tutto il Paese, a cui stanno partecipando almeno 17mila agenti.

 

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