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L’omicidio delle due sorelline a Gela: l’orribile confessione della madre

CALTANISSETTA

Gela. Una carezza sul viso, con la dolcezza che solo una madre riesce a dare. L’ultima e poi la furia omicida, le braccia avvolte al collo fino a strangolare le sue due creature. Prima Maria Sofia, la grande di 9 anni, mentre era ancora in pigiama nel suo letto e poi Gaia di  7 il cui corpicino è stato trovato nel corridoio riverso a terra. Dal suo letto di ospedale, dove si trova ricoverata, Giuseppa Savatta ha confessato tutto:«La candeggina non c’entra nulla, quella l’avrebbe ingerita successivamente, una volta compreso l’atroce gesto che aveva commesso per farla finita».

Quando il marito è ritornato a casa dopo una mattinata trascorsa nel suo studio in piazza Salandra ha trovato i corpicini senza vita e poi la donna nella vasca da bagno riempita di acqua e candeggina.
«Voleva strangolarsi con il flessibile della doccia. Lei urlava – ha raccontato agli inquirenti – e continuava a ripetere ‘uccidimi, ti prego, le ho uccise io».
Dichiarazioni confermate da un muratore che è accorso sul posto attirato dalle grida. Una vita distrutta quella di Enzo Trainito, il padre delle ragazzine, che non riesce a darsi pace: «Se solo avessi capito qualcosa» confessa piangendo agli investigatori. All’origine del gesto forse il malessere della donna per una crisi matrimoniale e l’ attaccamento morboso, come riferiscono gli amici di famiglia,  che oggi suona come un paradosso, alle sue figlie. Al punto tale da impedire loro di partecipare alle gite scolastiche insieme ai compagnetti.
Poi l’angoscia di Giuseppa per una possibile separazione con il marito e l’ipotesi, molto improbabile, che lui avrebbe potuto portarle via. La donna si trova piantonata all’ospedale Vittorio Emanuele di Gela perché destinataria di un mandato di arresto per duplice omicidio.
E’ ricoverata dopo avere ingerito della candeggina e avere provato a tagliarsi le vene. Per oggi il sindaco di Gela ha proclamato il lutto cittadino. Bandiere a mezz’asta in tutti gli edifici pubblici. Dalle 12 nella Chiesa madre la camera ardente mentre alle 15,30 il vescovo Gisana celebrerà i funerali delle ragazzine. La madre naturalmente non potrà essere presente.

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29 dicembre 2016

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