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Mafia, sequestrati beni per un milione di euro. Nel mirino due noti professionisti

PALERMO

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo, in esecuzione di provvedimenti emessi dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Palermo sulla base di indagini eseguite sotto il coordinamento della Procura della Repubblica del capoluogo, ha sequestrato, nelle province di Palermo e Trapani, appartamenti, magazzini, cassette di sicurezza e disponibilità finanziarie, per un valore complessivo di circa un milione di euro, «nei confronti di un esponente mafioso e di due professionisti prestanome della criminalità organizzata» dicono le Fiamme gialle.

I sequestri sono stati eseguiti dal Gico, guidato dal colonnello Francesco Mazzotta, nei confronti degli eredi dell’avvocato Marcello Marcatajo, morto nell’aprile scorso, dell’ingegner Francesco Cuccio, professionisti arrestati dal Nucleo Speciale di Polizia Valutaria della Guardia di Finanza nel gennaio scorso. Marcatajo era accusato di aver riciclato fondi delle famiglie Galatolo e Graziano, egemoni nella zona Acquasanta-Resuttana. Ai suoi eredi sono stati sequestrati 7 immobili siti fra Palermo e San Vito Lo Capo, 1 cassetta di sicurezza e 9 rapporti bancari, per un valore complessivo pari a circa 553.000 euro, “corrispondente a somme di denaro che l’avvocato Marcatajo aveva ricevuto dalla famiglia Graziano, e che, nascondendone la provenienza illecita, il professionista aveva utilizzato per acquistare beni immobili poi rivenduti a terzi in buona fede.

Francesco Cuccio era stato sottoposto ad indagini «per aver agevolato l’attività di ”cosa nostra” nello svolgimento della propria attività professionale di ingegnere. Infatti, si era adoperato affinché una società potesse eseguire dei lavori edili, ben sapendo che l’attività di tale impresa venisse svolta reimpiegando illeciti conferimenti in denaro riconducibili ai Graziano – dicono le Fiamme gialle – Ha subìto il sequestro di 1 immobile, 1 cassetta di sicurezza e 2 rapporti bancari, per un valore complessivo pari a circa 200.000 euro».

E ancora, Giampiero Scozzari, «considerato particolarmente vicino al boss Gianni Nicchi e condannato dalla Corte d’Appello di Palermo a dieci anni di reclusione per aver fatto parte della famiglia mafiosa di Palermo-Pagliarelli». Scozzari, «particolarmente attivo nel settore delle estorsioni, ha subito il sequestro di 2 immobili e di 16 rapporti bancari, per circa 250.000 euro».

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