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Gela, uccide le figlie con la candeggina e poi tenta il suicidio

CALTANISSETTA

Gela. Una tragedia senza apparente motivo quella che si è consumata questa mattina a Gela, in provincia di Caltanissetta, dove una madre ha ucciso le sue due figlie e ha poi tentato il suicidio. A scoprire tutto il marito della donna, Vincenzo Trainito, un ingegnere di 48 anni, che al ritorno dal lavoro ha trovato i corpi senza vita delle due piccole e ha immediatamente allertato i carabinieri.
La donna, Giuseppa Savatta di 42 anni, insegnante di sostegno precaria, ha ucciso le sue bambine, Maria Sophia e Gaia, di 9 e 7 anni avvelenandole.

Secondo una prima ricostruzione avrebbe costretto le piccole a ingoiare della candeggina usando la violenza. Una delle piccole vittime è stata trovata nella sua cameretta, l’altra in corridoio. Dopo il folle gesto la madre ha tentato di togliersi la vita, bevendo anche lei candeggina, e minacciando di lanciarsi dal balcone della sua casa, al secondo piano di un edificio di via Passaniti, nel centro storico della città.

A fermarla sarebbe stato il marito. La donna si trova adesso ricoverata all’ospedale Vittorio Emanuele di Gela per lesioni interne causate dalla candeggina ingerita, ma, secondo i medici non sarebbe in pericolo di vita. Restano ignare le cause anche se alcuni vicini dicono che la donna soffrisse di depressione ma l’indiscrezione non è confermata, al momento, da alcun atto ufficiale. Sulla vicenda indagano i carabinieri e il procuratore capo Fernando Asaro.

Intanto, il sindaco di Gela, Domenico Messinese, ha proclamato il lutto cittadino e ha disposto che siano issate a mezz’asta le bandiere sul municipio.

27, dicembre 2016

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