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Avviso di garanzia al sindaco di Messina: Accorinti si difende

MESSINA

Non ci sta ad essere additato come il sindaco che, invece di garantire il cambiamento, come i suoi predecessori – per svariati motivi -, anche lui è stato raggiunto da un avviso di garanzia.

Renato Accorinti, primo cittadino di Messina, è stato, infatti, iscritto sul registro degli indagati, per l’inchiesta sull’inquinamento ambientale dei torrenti della città, causato dall’illecito sversamento delle condotte fognarie. Lo stesso atto è stato notificato, la vigilia di Natale, anche al dirigente comunale Antonio Amato, al presidente dell’Amam, Leonardo Termini, e all’ex direttore generale, Luigi La Rosa.

Giovedì scorso la Procura aveva già provveduto al sequestro di 9 torrenti – Europa, Boccetta, Portalegni, Giostra, San Licandro, Annunziata – ed del quadro dei comandi del depuratore di Mili.

«Chiederò di essere ascoltato con immediatezza dalla magistratura, in cui ripongo la massima fiducia, al fine di poter esporre l’intenso e continuo lavoro posto in essere in questi tre anni e mezzo, per recuperare situazioni di degrado generatesi negli ultimi 30-40 anni».

Questa la reazione di Accorinti che, impegnato oggi a Taormina per l’organizzazione del G7 in qualità di sindaco metropolitano, ha affidato ad una dettagliata nota tutti i particolari della vicenda, evidenziando come l’attuale Amministrazione stia lavorando per ovviare ad un problema sorto negli anni ’80.

Il primo cittadino ha, inoltre, puntualizzato che il finanziamento dei lavori è stato inserito nel Masterplan.

A lui, adesso, produrre il nutrito dossier ai giudici del Tribunale di Messina che stanno istruendo il caso e fornire risposte certe ai cittadini.

27 dicembre 2016

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