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L’attentatore di Berlino morto a Sesto San Giovanni

È lui, Anis Amri, l’attentatore di Berlino, l’uomo morto durante una sparatoria in piazza I Maggio, a Sesto San Giovanni, nel mikanese. Identifato dalla polizia scientifica attraverso l’analisi sulle impronte digitali. Si attende ora l’autopsia sul corpo.

Erano le tre della scorsa notte, quando l’uomo, ricercato per la strage di Berlino, durante un controllo stradale di routine, ha estratto una pistola e sparato agli agenti di una volante. I due poliziotti hanno risposto al fuoco uccidendolo. Così è finita la fuga di Anis Amri. I due poliziotti non avrebbe mai pensato che davanti avevano  l’uomo sul quale le ricerche si erano fatte serratissime. I due agenti di polizia, Christian Movio e Luca Scatà, siciliano, di Caniccattini Bagni, in provincia di Siracusa, lo hanno notato perché in piena notte si aggirava nei pressi della stazione. Agli agenti parlava in italiano con accento straniero, sembrava tranquillo ma è quando Movio gli chiede di rovesciare il contenuto dello zainetto sul cofano della macchina che Amri estrae la pistola e spara. Colpisce Movio alla spalla ma la reazione dell’agente Luca Scatà, giovanissimo, 29 anni, non si fa attendere: risponde al fioco. Due colpi, uno quello mortale che ha fermato Amri. Movio adesso è ricoverato all’ospedale di Monza mentre per tutti e e due gli agenti arrivano le congratulazioni dal mondo della politica.  Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha chiesto al ministro dell’Interno, Marco Minniti, «di far pervenire le sue più vive congratulazioni ai due agenti della Polizia di Stato, Cristian Movio e Luca Scatà, per la professionalità e il coraggio dimostrati nell’operazione di questa notte a Sesto San Giovanni». Il capo dello Stato ha chiesto inoltre al ministro dell’Interno «di far pervenire all’agente Movio, rimasto ferito, gli auguri di pronta guarigione». Lo rende noto il Quirinale.
«Grazie a Christian Movio e Luca Scatà, due giovani agenti che fanno onore a tutte le forze dell’ordine». Lo scrive su twitter il premier Paolo Gentiloni.
«Purtroppo ancora non ci siamo sentiti, l’importante è che stia bene, sono orgoglioso di lui…». Lo ha detto Giuseppe Scatà, il padre di Luca il poliziotto siciliano di Canicattini Bagni, che a Sesto San Giovanni, nel milanese, ha ucciso Anis Amri il terrorista che ha provocato la strage ai mercatini di Natale. «Luca stamattina alle otto ha chiamato mia moglie – ha aggiunto Giuseppe Scatà – per avvisarci di non preoccuparci della notizia del conflitto a fuoco in cui era morta una persona. Non me l’ha detto mio figlio, ma da quello che ho letto e sentito in tv per loro e’ stato un normale controllo alle tre di notte per cui erano stati chiamati ad intervenire, non sapevano di trovarsi di fronte l’attentatore di Berlino, si sono insospettiti, ma era solo un controllo documenti». Giuseppe Scatà, impiegato all’ufficio comunale a Canicattini Bagni non nasconde la sua commozione.
«Sono provato perchè non siamo abituati a questo genere di cose – ha detto – perchè Luca ha fatto semplicemente il suo dovere, quello per cui è stato addestrato da poliziotto…».

23 dicembre 2016

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