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Omicidio Scarso, il presunto omicida resta in carcere

Resta in carcere il presunto omicida di Giuseppe Scarso. Lo ha deciso il gip del tribunale di Siracusa, che ha convalidato il fermo di Andrea Tranchina, il 18enne che a inizio ottobre sarebbe entrato nell’abitazione dell’anziano gettandogli addosso del liquido infiammabile per poi appiccare il fuoco. Nel frattempo, si intensificano le ricerche dell’altro ragazzo che avrebbe agito in concorso con Tranchina. Si tratterebbe di Marco Gennaro, un giovane di 19 anni di cui si sono perse le tracce da circa un mese. Gli investigatori battono anche un’altra pista, ritenendo che alla barbara azione abbia preso parte una terza persona.

Rimangono oscure le motivazioni che avrebbero sostenuto il gesto dei presunti autori. Anche se, nei giorni precedenti al delitto, Don Pippo, come lo chiamavano tutti nel quartiere di Grottasanta, era stato vittima di due aggressioni. E l’uomo aveva già denunciato il primo avvenimento. Negli ultimi tempi Scarso camminava con un bastone su cui si appoggiava e che si presume gli servisse anche per difendersi dagli attacchi. “Purtroppo tutti sapevano di questa storia, ma nessuno mai è intervenuto”, ha commentato una vicina di casa.

Una consapevolezza sicuramente condivisa anche dal nipote dell’anziano, Salvatore Scarso, che sul suo profilo Facebook ha criticato la partecipazione dell’amministrazione comunale ai funerali. A suo giudizio, dopo mesi di disinteresse, le istituzioni avrebbero presenziato solo perché sollecitati dalla presenza dei giornalisti.

22 dicembre 2016

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