Ti trovi qui
Home > Apertura > Catania, che incubo: la Juve Stabia chiude i conti in 37′ (4-0)

Catania, che incubo: la Juve Stabia chiude i conti in 37′ (4-0)

Due gol dalla distanza e un rigore (inesistente). In 37 minuti la Juve Stabia chiude la pratica. I rossazzurri, sorpresi in avvio, provano a rifarsi sotto, ma il secondo gol fotocopia di Izzillo e il penalty di Ripa decidono anzitempo il match. Nella ripresa il Catania resta in nove per due espulsioni (Gil e Nava, appena entrata) e subisce ancora.

Rigoli decide di confermare la stessa squadra che ha battuto la Casertana. Unico cambio, Gil al posto di Bergamelli. Come anticipato, Calil gioca titolare.

La Juve Stabia parte forte. Già al primo minuto, Kanouté di testa, o meglio di spalla, sfiora il gol. Cinque minuti dopo, campani in vantaggio: Izzillo dai 20 metri lascia partire un gran tiro che si infila quasi nel sette. Il Catania fatica ad abituarsi al terreno di gioco ma reagisce. Al nono, i rossazzurri si lamentano per una trattenuta ai danni di Russotto, poi è proprio Russotto a servire Mazzarani che non inquadra la porta da facile posizione. Sembra l’avvio di una riscossa, ma quasi alla mezz’ora Izzillo segna ancora. Il gol è la fotocopia del primo. Altro destro da fuori, traiettoria più bassa, ma identico risultato. Pisseri riesce solo a sfiorare: 2-0. L’episodio che indirizza definitivamente l’incontro è dubbio: Ripa viene atterrato, ma fuori area (almeno così appare dalle immagini). L’arbitro, Proietti di Terni, concede il rigore che lo stesso Ripa trasforma.

In avvio di ripresa, Rigoli toglie Bucolo e Calil e inserisce Di Grazia e Barisic, ma al 51′ arriva l’espulsione di Gil (per doppia ammonizione) anche questa non sembrata così giustificata. Le scelte arbitrali non diminuiscono però i meriti della Juve Stabia, sicuramente fin da subito in partita. Il Catania in inferiorità numerica subisce ancora. Lisi batte Pisseri con unn diagonale angolato per il 4-0. Poi arriva anche l’espulsione di Nava (appena entrato) per fallo, evidente, da ultimo uomo. L’incubo finisce qui.

Articoli Consigliati

Top