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Tiziano Ferro: «Se sono in America, è perché voglio un figlio»

LOS ANGELES

Tiziano Ferro racconta a Vanity Fair, la nuova vita a Los Angeles, e dei corsi che frequenta per aspiranti genitori

«Se sono in America è anche perché voglio un figlio, e lo voglio anche da solo». Così Tiziano Ferro racconta a Vanity Fair – che lo mette in copertina nel numero in edicola da oggi 21 dicembre, in occasione dell’uscita del suo album di inediti (a 5 anni dal precedente) “Il mestiere della vita”, disco di platino in appena 7 giorni,la sua nuova vita a Los Angeles, dove ha passato quest’anno. Proprio sulle pagine del settimanale aveva pubblicamente dichiarato la sua omosessualità, nel 2010, e in questa intervista parla, tra le altre cose, della sua situazione sentimentale e del sogno di paternità.
«Sono in America anche per questo. Frequento incontri per aspiranti genitori e mi sono reso conto che c’è molta razionalità da mettere in questo progetto, lo slancio non basta. Diciamo che se il cuore riesce a superare la quantità di burocrazia richiesta, allora il figlio lo vuoi per davvero. Comunque sì, per rispondere alla sua domanda, un bambino lo vorrei anche se sono solo. Spero però di trovare una persona con cui condividere questo sogno. Ma se poi incontro qualcuno che figli non ne vuole? (…) Io rispetto le opinioni di tutti, se una persona non desidera figli è libero di fare le sue scelte. Soltanto credo che su certe cose importanti si debba essere d’accordo in una coppia. Vedremo, insomma. Ma sono sicuro che qualsiasi cosa succederà”.
Che cosa si fa in California a Natale?
«Non lo so, io torno a casa. In tutti questi anni non c’è stato un Natale in cui io non sia tornato dai miei genitori e mio fratello, nella casa in cui siamo cresciuti. Ricordo i primi Natali di Flavio, che ha undici anni meno di me, la sua gioia, quando apriva i regali e chiedeva: ma come fa Babbo Natale a sapere che volevo proprio questo? Pagherei per vedere ancora tanta felicità negli occhi di qualcuno».

21 dicembre 2016

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