Ti trovi qui
Home > Cronaca > Blocco invio “polverino” Ilva a Melilli

Blocco invio “polverino” Ilva a Melilli

SIRACUSA

Melilli – Stop al trasferimento del “polverino” dell’Ilva di Taranto a Melilli. A comunicarlo ufficialmente è il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, che sottolinea come il cosiddetto “polverino” proveniente dall’Ilva non sarà più diretto alla discarica siracusa di Melilli e aggiunge che “la decisione dei commissari dell’azienda è pienamente coerente con quanto detto da tempo e cioè che il trasferimento al centro Cisma Ambiente, tra Melilli e Augusta, dei rifiuti industriali non pericolosi provenienti dallo stabilimento tarantino sarebbe stata solo una soluzione temporanea, comunque avvenuta in piena sicurezza e trasparenza”. Una rassicurazione che non aveva affatto tranquillizzato gli animi di chi si era mobilitato contro questo piano: un piano che ha sollevato proteste e denunce pubbliche: Il no era arrivato da più fronti e oggi è Legambiente a dare la notizia della sospensione informando che “sulla nave Eurocargo Livorno, ripartita domenica sera da catania, non sono stati imbarcati i cassoni e le motrici impiegate per il trasporto del polverino”.
Enzo Parisi di Legambiente Sicilia, spiega come: «Il ministro Galletti ha confermato questo stop – ha detto – in modo molto paternalistico, ha affermato di essere intervenuto sui commissari dell’Ilva per fermare questo trasferimento». Ma da Legambiente c’è anche cautela: «Non ci tranquilla – ha continuato – perchè già un anno e mezzo fa erano state date rassicurazioni in questo senso. Il traffico era stato temporaneamente fermato ma poi è ripreso con modalità poco chiara e facendo arrivare i camion di notte attraverso la nave su Catania e poi il trasferimento su strada per Melilli. Noi continuiamo a restare vigili».
Pochi giorni fa ai microfoni di Ultima Tv era stato il parroco della chiesta di Augusta, Don Palmiro Prisutto a spiegare, senza se e senza ma, tutto il suo dissenso, descrivendo le ragioni delle proteste ambientaliste contro lo smaltimento nell’isola dei residui di lavorazione dell’Ilva: Una denuncia precisa la sua a difesa di un territorio: «dobbiamo combattere su tre fronti – aveva detto – contro lo stato, le aziende e la coscienza dei cittadini che non devono cedere al ricatto occupazionale».

APPROFONDIMENTI NEL TG

Articoli Consigliati

Top