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Mafia, sequestri per 500mila euro ai danni di un boss della cosca brontese

CATANIA

Beni per cinquecento mila euro sono stati sequestrati dalla Dia (Direzione investigativa antimafia) di Catania a Antonio Salvà Gagliolo di 36 anni, ritenuto elemento di spicco della criminalità Brontese.

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Il sequestro, che è stato disposto dai giudici della sezione misure di prevenzione del tribunale di Catania, riguarda una società che opera nel settore dei lavori di movimento terra, terreni, quindici tra autoveicoli e mezzi pesanti, quattro tra conti correnti e depositi bancari.

Antonio Salvà Gagliolo è fratello di Daniele, denunciato nel 2001 per concorso nel tentato omicidio del noto boss Francesco Montagno Bozzone, ritenuto a capo dell’omonimo clan mafioso operante nell’area di Bronte e collegato al più noto e pericoloso clan dei “Carcagusi” di Catania. E’ stato arrestato più volte in flagranza di reato (tra il 1998 e il 2015) per furto aggravato, danneggiamento, ricettazione, riciclaggio di automezzi con numero di telaio alterato, associazione per delinquere, truffa. Tutti reati che hanno avuto per oggetto automezzi pesanti e macchine industriali: escavatori, camion, betoniere, rulli compressori, frantoi. Secondo gli investigatori, Gagliolo ha mantenuto nel tempo una costante e assidua frequentazione con pluripregiudicati di notevole spessore criminale ed anche, in vari casi, con soggetti indiziati di appartenenza ad associazioni di tipo mafioso. La ricostruzione del profilo criminale di di Gagliolo ha dimostrato la rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati, l’attività svolta e gli arricchimenti patrimoniali.

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