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Giuseppe Buzzanca, abuso d’ufficio: 20 mesi di interdizione dagli uffici pubblici

MESSINA

Un anno e otto mesi e l’interdizione dai pubblici uffici: questa la condanna per l’ex sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca, per l’accusa di abuso d’ufficio.  Assolto, invece, per il reato di peculato, perché il fatto non sussiste: il Pm aveva per questo chiesto quattro anni.

La vicenda in questione risaliva al 2013 e riguardava l’utilizzo dei fondi Ecopass, per il pagamento della parcella al perito piacentino Lino Girometta, nominato dall’ex primo cittadino quale consulente di Palazzo Zanca, in merito al ricorso della Torno Internazionale di Milano, società cui nel 2008 era stato rescisso il contratto per il completamento degli svincoli di Giostra-Annunziata.

A seguito della richiesta del Gup Maria Teresa Arena, Buzzanca nel 2014 era stato rinviato a giudizio, davanti alla seconda Sezione Penale del Tribunale di Messina, presieduta dal giudice Mario Samperi.

Nella sentenza, anche un risarcimento da quantificare in separata sede, per il Comune di Messina, costituitosi parte civile.

Gli avvocati difensori di Giuseppe Buzzanca, Marcello Scurria e Tommaso Autru Ryolo, dichiaratisi soddisfatti per l’assoluzione dal reato più grave di peculato, hanno comunque annunciato di ricorrere in appello per l’abuso d’ufficio.

Questa è la seconda volta che l’ex sindaco ha subito un processo: nel 2003 venne condannato a sei mesi per peculato, circa la vicenda dell’auto blu utilizzata per recarsi a Bari ad imbarcarsi per la crociera del viaggio di nozze, quando ricopriva la carica di presidente della Provincia. La sentenza definitiva in Cassazione gli costò la poltrona di Palazzo Zanca.

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