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Catania: medici di famiglia proclamano lo stato di agitazione

CATANIA

Un’assemblea straordinaria per marcare il già proclamato stato di agitazione: i medici di famiglia dello Snami si riuniranno oggi alle 19 all’hotel Nettuno per intraprendere ulteriori azioni di lotta nel rispetto della dignità di una professione «abbondantemente calpestata – dice il presidente Francesco Pecora – da regole non legittimate. È stato interdetto il sereno esercizio della nostra professione e di questo ne ha risentito anche la cura dei pazienti. Non escludiamo lo sciopero».

Pecora si è anche appellato più volte al Prefetto ed ai sindaci della provincia a difesa del diritto alla salute. «È inconcepibile che, sulla base di dati discutibili, si sia creata una frattura con i pazienti. Buona parte di questi sottoposti a continue negazioni, trovano ormai inutile recarsi negli studi medici. Si sta creando una frattura medico-paziente difficile da risanare. Ed è gravissimo. Il ruolo dei medici di famiglia è vigilare sulla salute dei propri pazienti, intercettando l’insorgenza di una patologia e facendo prevenzione. Ma a queste condizioni è impossibile».

Le parole del presidente sono abbastanza forti. Tant’è: «Il decremento della spesa farmaceutica viziata dal “terrorismo” prescrittivo marcato più volte dall’Asp, incrementerà in maniera esponenziale le spese interne agli ospedali, cosa che accade già nelle città del nord Italia. La soluzione? Maggiori competenze manageriali: la gestione della Salute si programma, si studia e ha bisogno di grandi competenze. Ovviamente mancando queste, il sistema crolla e la spesa diventa irrazionale».

All’ordine del giorno dell’assemblea straordinaria degli iscritti, i nodi che hanno caratterizzato l’attività dei medici di famiglia durante l’ultimo biennio di attività dello Snami. In ordine: il coinvolgimento nel 2014 di tutti i medici di famiglia alle indagini dell’Asp sulla rilevazione di ipotetici casi di iperprescrizione e inappropriatezza prescrittiva di protettori gastrici e di farmaci per la cura dell’osteoporosi, segue il caso Aire che ha posto alcuni medici nella condizione di “restituire” la quota dei pazienti trasferiti all’estero dal 1995. Infine, l’ultima campagna di sensibilizzazione per la vaccinazione sostenuta dallo Snami e che non ha trovato riscontro nella collaborazione dell’Asp.

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