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Il gioco d’azzardo: una nuova malattia sociale? No, se si applicano le regole giuste

CATANIA

Avete mai fatto caso che ogni spot pubblicitario sul gioco d’azzardo dice sempre, alla fine: «Gioca responsabilmente, il gioco è vietato ai minori. Può provocare dipendenza patologica». Ed è giusto, perché il popolo dei giocatori cresce sempre di più e, nonostante la crisi, il tasso aumenta in maniera esponenziale, specie per quegli apparecchi a moneta o a gettoni che permettono di vincere denaro. E subito.

La ludopatia cioè la malattia dal gioco, potrebbe quindi diventare un fenomeno sociale, oltre che accentuare movimenti illeciti di denaro con le sale delle slot machine.
Il Monopolio di Stato ha infatti creato un nuovo regolamento sul gioco d’azzardo stabilendo anche determinati orari. Un’ulteriore normativa per limitare il giocatore compulsivo.

Mentre fino a qualche giorno fa, le sale da gioco erano aperte 24 ore su 24, ora invece l’orario di apertura è fissato alle 9 e la chiusura alle 24. «Ma dopo le 24 – spiega Francesco Di Paola, DomusBet – il giocatore accanito va a giocare nelle sale non in regola, non idonee, in cui non si pagano le tasse. E questo non è un bene».

Quindi giocare sì, con criterio, regole e nella legalità.

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