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Pd: due convocazioni per la consigliera Princiotta, garanzia e antimafia

SIRACUSA

 

Conosciuta oramai dai media come la grande accusatrice, la consigliera comunale del Pd, area riformista, Simona Princiotta, ha due convocazioni su richiesta dello stesso partito, ma il paradosso è che questa sia per due motivi differenti, da una parte è stata chiamata a Roma per testimoniare in commissione Antimafia sui fatti querelati dalla stessa sul presunto giro d’affari definito “Sistema Siracusa”, dall’altro avrà una riunione che la convoca per la richiesta d’espulsione formulata dai suoi “compagni” di partito. Tutto si terrà il 15 dicembre a Roma. Dunque il suo caso diventa equivoco anche a livello nazionale, da un lato attraverserà un giudizio perché parte dei suoi colleghi vogliono espellerla dal partito, dall’altro invece fornirà elementi utili a riscostruire scenari politici, imprenditoriali, ed economici finalizzati agli interessi di pochi eletti (secondo quanto ha affermato in più conferenze e denunce). Tutto nasce la scorsa primavera quando il pd provinciale decise di formulare l’espulsione della consigliera a livello nazionale, ora saranno chiamati a testimoniare sia i “colleghi” sia la stessa Princiotta. Ma è vero pure che in quella data difficilmente potrà esserci un confronto sulla “cacciata” della più grande avversaria dei consiglieri del Pd al Vermexio perché si troverà a Roma per essere ascoltata dalla Commissione nazionale Antimafia in merito al caso sollevato da uno dei “ricorrenti” che le ha lanciato anche l’accusa di appartenenza ad ambienti criminali. A prescindere dalla riunione appare alquanto immotivata la richiesta di espulsione dell’accusatrice in quanto ha presentato denunce dove – se mostrate – si evidenzia un malaffare nella gestione della cosa pubblica. Ma il paradosso è anche nell’ultima denuncia del sindaco Garozzo che ha dichiarato come nel partito vi siano elementi noti alla criminalità siracusana…ma per lui il gruppo consiliare del Pd non ha deciso di chiedere l’espulsione. Non è chiaro allora un punto: se la consigliera Princiotta denuncia affari tra uomini politici e mafia, perché la denuncia del primo cittadino rimane “lettera morta” e non si agisce contro di lui considerato che anche la sua dichiarazione lede l’immagine del partito?

 

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