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Porta Uzeda liberata, «Resistere a pressioni e proteste degli abusivi»

CATANIA

La chiusura della via Dusmet nella parte che scorre davanti alla Porta Uzeda restituisce bellezza e civiltà alla città. Purtroppo, si registrano già proteste di commercianti e di abusivi. Si grida al furto e alla desertificazione. L’Amministrazione deve resistere alle pressioni di chi vorrebbe un mortifero immobilismo e tuttavia deve prendere atto che i cambiamenti non si realizzano con semplici atti di imperio ma sono dei processi da governare con lungimirante e ferma perseveranza.

Intanto, la chiusura temporanea, priva di iniziative e di accorgimenti integrativi, realizza soltanto parzialmente il progetto complessivo che mira piuttosto a rivitalizzare, nella legalità e nella bellezza, un quartiere storico della città. Soprattutto, la parzialità di approccio offre il fianco alle proteste strumentali di chi solleva il solito lamento del danno agli affari. In realtà sappiamo tutti che l’antico mercato della pescheria soffre già da molti anni l’aggressiva concorrenza dei centri commerciali, per nulla controbilanciata da iniziative sul piano del traffico. C’è carenza di mezzi pubblici proprio là dove servirebbero di più. Ed una carenza complessiva di servizi e sicurezza. Va bene il nuovo parcheggio di piazza Alcalà ma da solo non basta. Già da questo Natale il Comune dovrebbe pensare a luci ed addobbi, mercatini natalizi, chiostrini, concerti, visite guidate, eventi e spettacoli. Riempire e vivacizzare gli spazi nel passaggio alla riconversione della zona. Prevedere ausili ai commercianti sotto forma di pass per carico/scarico mezzi, stalli di prossimità, servizio navetta dal parcheggio al mercato, ovviamente con bus elettrici. Per poi passare, dopo questa prima fase sperimentale ad una chiusura permanente e ad una riprogettazione dell’arredo urbano che includa anche la villa Pacini e che arricchisca la zona di verde e di spazi di convivialità.

Siamo certi che con i dovuti accorgimenti e senza retrocedere davanti alle proteste di abusivi e soliti noti, i catanesi sapranno apprezzare i risultati della pedonalizzazione in un luogo bellissimo di Catania, strategico perché d’impatto per i visitatori della città e mai purtroppo adeguatamente valorizzato. Del resto, al di fuori dei fruitori stanziali, quel tratto di strada non è mai seriamente valso a smaltire il traffico perché di fatto impraticabile. L’idea è fortemente sostenuta dal gruppo Mobilità Sostenibile Catania, su progetto ed ispirazione dell’architetto Annamaria Pace ed è stata oggetto di una petizione cittadina che ha raccolto migliaia di firme protocollate al Comune esattamente un anno fa. Nel tempo numerose associazioni di cittadinanza attiva (circa cinquanta) si sono aggregate a sostegno del progetto ed hanno partecipato a tavoli tecnici organizzati dall’Assessorato alla Mobilità. Cittadini ed Amministrazione, dunque, hanno ragionato insieme per programmare insieme la pedonalizzazione.

Il tavolo ha voluto fortemente l’affermazione della legalità attraverso l’eliminazione di abusivismo commerciale, sosta irregolare, parcheggiatori abusivi. Ed in questo è stata determinante anche la posizione assunta dalle associazioni di categoria dei commercianti anch’esse presenti al tavolo. Il risultato oggi è sotto gli occhi di tutti. Un pezzo storico ed importante della città restituito alla civiltà ed alla fruizione del turismo. Il Comitato si farà parte attiva per impedire che le solite irrazionali o privilegiate deroghe ed eccezioni facciano ripiombare la zona nella sciatteria e nel degrado, inutili sia per la città che anche per coloro (assai pochi in realtà) che, con la solita scusa della crisi della propria attività, potrebbero richiedere la riapertura della strada cagionando, a questo punto, un grave danno all’immagine della città. Mentre sosterrà gli esercenti che abbracciano la creatività nel ripensare i loro spazi ed il senso civico, e che sapranno custodire, di giorno e di notte, questo luogo che la città affida loro chiedendo all’Autorità di andare incontro a quelle legittime esigenze che occorrono per consentire la loro normale attività.

 

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