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Formazione Anfe: licenziati e da due anni senza stipendio

CATANIA

Oltre al danno la beffa. E proprio il caso di dirlo. Licenziati due anni fa e, ancora oggi, senza stipendio. Sono gli ex dipendenti dell’Anfe provinciale di Catania che operavano nel settore della formazione.

Da allora proteste, promesse e decreti ingiuntivi per la riscossione delle somme, ma ad oggi nulla. Parliamo di 140 dipendenti, 40 dei quali sono stati riassunti. Gli altri, però, sono rimasti fuori da qualsiasi opportunità. «Siamo preoccupati – spiega la coordinatrice del Cobas Catania, Laura Bonifacio – perché non abbiamo più a chi chiedere un prestito e non sappiamo come andare avanti. I debiti che abbiamo accumulato sono infiniti. Molti di noi hanno molti problemi fisici, di salute e non sappiamo come fare. Il punto, però, non è questo. Questi soldi sono nostri di diritto perché abbiamo lavorato per guadagnarli». Dopo diverse battaglie gli ex dipendenti hanno ottenuto il diritto all’erogazione dei fondi direttamente a terzi, ma la Regione ha fatto sapere che non deve alcunché ad Anfe regionale. «Nell’ultimo anno ci siamo battuti per avere la somma direttamente dall’assessorato. L’accordo – continua Laura Bonifacio – sembrava fatto e aspettavamo solo la liquidità dei fondi pac. Un mese fa, però scopriamo che non si può fare. Siamo stanchi e ce la prendiamo fortemente con i dirigenti regionali». Questa è la storia di cento lavoratori, di cento famiglie distrutte perché sobbarcate di debiti. Di loro solo una decina ha trovato un’occupazione, seppur precaria. La Regione deve loro oltre 3 milioni di euro. E questa è solo una delle storie del precariato siciliano.

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