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Dell’Utri: «Avrei fatto meglio a farmi arrestare prima…»

Si sfoga l’ex senatore del Pdl, Marcello Dell’Utri, qualche giorno dopo la nuova condanna a quattro anni per una presunta frode fiscale da 43 milioni di euro. Il suo sfogo è quello del politico, che guarda agli errori commessi e di uomo, che si lascia andare a considerazioni sulla famiglia. Su ciò che è andato irrimnediabilmente perso. Lo fa attraverso le pagine del Corriere della Sera, ed in modo laconico afferma: «Ai politici i problemi delle galere non interessano, e io stesso in Parlamento non me ne sono occupato».
Dell’Utri, sta scontando la pena definitiva a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, è stato condannato col rito abbreviato a 4 anni per frode fiscale e assolto «per non aver commesso il fatto» dall’accusa di bancarotta fraudolenta. La sentenza è stata emessa dal gup Mariacarla Sacco che ha condannato altre tre persone con pene fino a un massimo di 3 anni e mezzo. A Dell’Utri, con la complicità anche di Giuseppe Donaldo Nicosia, amministratore latitante della società spagnola Tome Advertising che è a processo col rito ordinario, è stato contestato di aver frodato l’erario per oltre 43 milioni di euro nel periodo 2005-2011 quando l’ex senatore era presidente di Publitalia 80. Frode che sarebbe stata realizzata attraverso gli spazi commerciali venduti dai concessionari Publitalia 80 e Rti per le reti Mediaset e da Sipra spa per le reti Rai (non indagate), con l’interposizione di società ‘cartiere’, ‘gonfiando’ così i costi «tramite fatture inesistenti per circa 258 milioni». Il giudice ha dichiarato la prescrizione per tutte le contestazioni prima del 2008. Le motivazioni saranno depositate tra 90 giorni. L’ex socio di Berlusconi, ai tempi della nascita di Fininvest e Publitalia, era stato condannato in via definitiva a sette anni di carcere e arrestato a Beirut, in Libano, dopo due mesi di latitanza. L’ex parlamentare forzista era stato rinchiuso nel carcere di Parma nel giugno del 2014. Nel maggio 2016 è arrivato il trasferimento nel penitenziario romano di Rebibbia, per motivi di salute. Dal 13 maggio, Dell’Utri è ricoverato nell’infermeria del carcere romano, dove si è sottoposto ad una serie di visite specialistiche. Per uscire dal carcere l’ex senatore, che si è anche rivolto alla Corte europea dei diritti dell’uomo, dopo aver ricevuto un primo stop da parte della Cassazione, punta principalmente sugli arresti domiciliari per motivi di salute.

Sulle pagine del Corriere della Sera Dell’Utri si rammarica perchè da politico non si è occupato dei problemi dei detenuti? «Sì – replica – ma del resto la mia esperienza politica è stata un disastro». Poi alla domanda se rinnegasse Forza Italia e il partito creato con Berlusconi nel 1994 replica: «No, quella fu un’iniziativa giusta, ma bisognava continuare a selezionare la classe dirigente del cosiddetto “partito azienda”. Nel 1996 mi sono candidato per difendermi nei processi, come ho sempre ammesso, e ho sbagliato. Lo status di parlamentare mi ha evitato la carcerazione preventiva e ha allungato i processi, ma avrei fatto meglio a farmi arrestare prima e scontare subito la condanna, quando avevo cinquant’anni; oggi sarei libero, un uomo saggio con un bagaglio di esperienza in più. Invece mi trovo qui dentro a 75 anni, vedo avvicinarsi il finale di partita e sinceramente mi dispiace passarlo qui anzichè con la mia famiglia, i miei nipoti e i miei più cari amici».

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