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Cosa ne sarà del popolo dei precari, dopo il NO del Referendum?

PALERMO

Sono passati pochi giorni da quando gli italiani sono stati chiamati al voto per la riforma costituzionale. E la vittoria del “NO” porterà a ricadute su ogni aspetto, prima di tutto economico, che vanno al di là dal “semplice” mantenimento della poltrona di Renzi.

La situazione di stallo del popolo dei precari in Sicilia, cresce a dismisura e la politica regionale, non sta facendo nulla per eliminare o semmai, ridurre, l’elevata percentuale di precarietà.

L’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei,  avrebbe dato ampie rassicurazioni sull’operato del suo assessorato: «al mio arrivo in cassa c’erano 100 milioni di euro insufficienti per pagare i propri conti, e oggi ce ne sono 1000,  tutto è stato saldato».

Eppure la soddisfazione è solo la sua.

I numeri? 13mila sono quelli a carico della Regione; oltre 20mila se si considerano altri bacini d’occupazione. Sono 5.000 i medici che attendono lo sblocco dei concorsi ed ottenere così la tanto agognata stabilizzazione. La scadenza è dietro le porte: il 31 dicembre 2016.

E intanto gli schieramenti politici sfoderano le loro armi mentre Crocetta non può attuare il suo rimpasto.

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