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Omicidio Cernusco, la pista è quella del delitto passionale

La pista passionale è quella privilegiata dagli investigatori per dare un volto a chi ucciso Gabriella Fabbiano, la donna di 43 anni trovata morta in una cava a Cernusco sul Naviglio, nel Milanese. Verso le 15 di lunedì 5 dicembre un uomo ha visto affiorare dallo specchio d’acqua profondo 12 metri il corpo della donna avvolto nel cellophane. Dentro al telo c’erano funi e tre grandi massi di cemento armato che, nelle intenzioni dell’assassino, avrebbero dovuto tenere il corpo sommerso. Nessuna telecamera, nessun testimone che possano illuminare quanto successo nella nebbia fitta di ieri, ma i carabinieri di Cassano d’Adda e i magistrati, Francesco Cajani e Alberto Nobili, hanno ricevuto spunti interessanti dai testimoni ascoltati in queste ore.
Nel passato della vittima ci sono un matrimonio e due figli, che non vivevano con lei. Negli ultimi tempi, secondo i primi riscontri degli investigatori, la donna aveva avuto relazioni con alcuni uomini, ed è soprattutto in questa cerchia che gli inquirenti cercano elementi per decifrare l’accaduto. Sul corpo il medico legale non ha riscontrato nessun segno di violenza, solo in viso era visibile il segno di un impatto con un masso, forse provocato dalla caduta in acqua. La donna era in pigiama e senza scarpe, un dettaglio che fa pensare che il decesso sia avvenuto in un appartamento. Domattina si svolgerà l’autopsia che potrebbe far emergere le modalità dell’uccisione, come il soffocamento o lo strangolamento.

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