Ti trovi qui
Home > Apertura > Augusta, tragedia del mare. Sbarcate le salme di 14 donne subsahariane

Augusta, tragedia del mare. Sbarcate le salme di 14 donne subsahariane

Un’altra “tragedia del mare” si consuma nelle acque di Sicilia. I cadaveri di 14 giovani donne di origine subsahariana sono stati sbarcati nel tardo pomeriggio di ieri al Porto di Augusta. Le donne, poco più che ventenni, sono state riconosciute dai compagni di viaggio.

Manca solo l’identificazione di una vittima. La donna, probabilmente, si era imbarcata da sola sul gommone sul quale è stata rinvenuta e al momento il suo riconoscimento risulta impossibile. I migranti, tutti di origine magrebina e africana, erano stati recuperati al largo della costa libica dagli equipaggi della nave Diciotti della guardia costiera italiana e dalla nave irlandese Samuel Beckett. 

Le giovani che hanno perso la vita durante la traversata viaggiavano su un gommone insieme ad altre 438 persone. 

Le salme sono state trasferite all’obitorio di Siracusa in attesa dell’ispezione sui cadaveri, prima di procedere all’eventuale autopsia. Le avverse condizioni meteo hanno reso lo sbarco particolarmente difficile. Una volta sbarcati, i migranti sono stati accolti dai volontari che prestano assistenza all’interno del porto e ospitati in una tendopoli. Tra le persone sbarcate, una donna in stato interessante e un uomo con fratture agli arti inferiori, entrambi affidati alle cure dei sanitari. Il Gruppo interforze per il contrasto dell’immigrazione clandestina sta raccogliendo le testimonianze dei migranti per individuare i presunti scafisti.

E proprio oggi è stata comunicata la data della sentenza sul “grande naufragio” di migranti del 18 aprile 2015, avvenuta al largo della Libia. Il 13 dicembre si attende il pronunciamento del tribunale di Catania su quella che viene considerata la più grave tragedia del mare verificatasi nel Canale di Sicilia. Il bilancio era stato di circa 700 morti e solo 28 sopravvissuti. Nel processo, che si celebra col rito abbreviato davanti al giudice per l’udienza preliminare di Catania, Daniela Monaco Crea, sono imputati il presunto “capitano” del barcone, il tunisino Mohamed Ali’ Malek di 27 anni, e il suo “mozzo” siriano Mahmud Bikhit, di 25 anni.

I 2 presunti scafisti sono accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, ma al “capitano” sono contestati anche l’omicidio colposo plurimo e il naufragio. Per quest’ultimo, il pubblico ministero ha chiesto la condanna a 18 anni di reclusione e il pagamento di un risarcimento di 3 milioni di euro. Per il “mozzo”, invece, che accusa il coimputato di essere stato il ‘capitano’ sono stati sollecitati sei anni.

Articoli Consigliati

Top