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Maugeri, preside aggredito: «guardo avanti e progetto il Pedibus»

CATANIA

Erano le 10.45 di una mattina di fine novembre quando il preside della scuola Livio Tempesta, nel quartiere Angeli Custodi di Catania, mentre era in riunione con i docenti, ha ricevuto la chiamata della bidella che lo informava della presenza di una mamma che desiderava parlargli.

Tarcisio Maugeri, preside dell’Istituto comprensivo, ha risposto invitando la signora ha parlare con la vicepreside perché al momento era impegnato. Pochi minuti dopo la vicepreside ha avvertito Maugeri che la madre chiedeva di consegnare, all’uscita, il figlio, un alunno di 8 anni, alla sorella più grande anche lei minorenne. Ovviamente la procedura era impossibile, così il preside capendo le problematiche della madre le ha consigliato di usare una delega e far venire a prendere il bambino da un parente o da un adulto a lei vicino.

La situazione sembrava essersi risolta, ma dopo 20 minuti la signora irrompeva negli uffici amministrativi scolastici alla ricerca del preside. Una volta trovato la madre non ha sentito spiegazione ed ha iniziato a insultare pesantemente Maugeri che ha cercato, invano, di spiegare la situazione mantenendo il controllo e tentando di placare la donna. La vicenda, purtroppo si è inclinata ulteriormente e dopo le forti parole dette, la signora ha aggredito il preside dandogli due schiaffi e graffiando il viso ulteriormente il viso del suo “rivale”.

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Questo è ciò che è accaduto e a raccontarcelo è stato lo stesso Maugeri. Durante il resoconto, ascoltando le sue parole abbiamo potuto constatare un profondo senso di dispiacere. «Quella mattina ho compreso perfettamente la frustrazione e la necessità della signora, impotente difronte all’orario del lavoro, che la vedeva costretta a trovare una soluzione per il bambino. Ma al contempo ci sono delle regole e delle leggi che non mi consentivano di poter assecondare la sua richiesta. Ho tentato di consigliarle una soluzione utilizzando una delega, ma nonostante ciò la situazione è degenerata».

Le madre, ci racconta Maugeri è stata poi placata dalla polizia che intervenuta ha cercato di riportare la calma, il preside invece è stato accompagnato al pronto soccorso del Vittorio Emanuele dove, dopo aver ricevuto le adeguate cure mediche, gli sono state dati 3 giorni di prognosi.

Domani Tarcisio Maugeri farà ritorno a scuola ma questo non né il primo né il solo caso di aggressione da parte dei genitori, sono svariati i casi di cronaca che da qualche tempo riempiono le pagine dei giornali. «Si è creata una dicotomia tra scuola e famiglia, ormai questo è un problema sociale che non trova differenza, se non nelle modalità, tra le scuole. Probabilmente se la mia scuola si trovasse in un quartiere “per bene” della città la signora avrebbe mandato il suo legale ad ammonirmi, mentre nel mio caso sono stato aggredito verbalmente e fisicamente, ma la differenza è irrilevante. Vi è una forte problema di comunicazione, al giorno d’oggi, tra scuola e famiglia».

Ma il preside non si arrende, la sua scuola ha già vissuto parecchie difficoltà, subendo anche atti vandalici a fine luglio, ciò nonostante Maugeri è riuscito a non fermarsi e a iniziare per tempo l’anno scolastico. Ora è pronto a rimboccarsi nuovamente le maniche e a migliorare il rapporto tra scuola e genitori, nel bene degli alunni. «Domani tonerò a scuola e ho già un progetto interessante da attuare il “Pedibus”, un trenino di bambini che, accompagnati da due genitori, posti come apri e chiudi fila, saranno scortati nel percorso casa-scuola e scuola-casa, così da venire incontro a chi, come la signora, avesse difficoltà organizzative con gli orari scolastici».

 

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