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Bimbo nato con lesioni: sospesi tre medici del Santo Bambino

É trascorso poco più di un anno, ma alla fine la decisione è arrivata.Tre medici dell’ospedale Santo Bambino sono stati sospesi dall’esercizio della professione.

La misura interdittiva è stata disposta, su richiesta della Procura di Catania, nei confronti di Amalia Daniela Palano, sospesa per 12 mesi, di Gina Currao, sospesa per 6 mesi, e Paola Cairone, sospesa per 4 mesi, nell’ambito delle indagini avviate dopo il parto di una giovane donna catanese, Deborah Percolla, di 26 anni, e la nascita del suo neonato con gravi lesioni permanenti. I fatti risalgono al 2 luglio dello scorso anno. I tre sanitari avrebbero avuto in cura la paziente e il bimbo che ha dato alla luce. I medici Palano e Currao, secondo l’accusa, per evitare di rimanere oltre l’orario di lavoro non soltanto avrebbero omesso «di procedere con un immediato intervento cesareo, nonostante i molteplici episodi di sofferenza fetale che il tracciato evidenziava», ma addirittura avrebbero somministrato alla paziente “atropina”, simulando in tal modo «una regolarità del tracciato in realtà non sussistente». Le due indagate, secondo quanto ricostruito dalla Procura, inoltre, avrebbero omesso di segnalare gli avvenimenti in cartella, sia di informare i colleghi del turno successivo, impedendo loro di avere immediata contezza dell’estrema gravità della situazione clinica della paziente.

La Procura di Catania contesta alla terza indagata Paola Cairone, pur non essendo a conoscenza del comportamento delle colleghe, «una serie di condotte negligenti, imprudenti e imperite» per avere praticato alla paziente, per due volte, le cosiddette “manovre di Kristeller, bandite dalle linee guida, non contattando in tempo il neonatologo che, arrivato quando il feto era già stato espulso dalla madre, effettuava l’intervento di rianimazione con gravissimo ritardo». Il bimbo ha riportato lesioni gravissime: grave encefalopatia ipossico-ischemica, tetra paresi spastica, grave ritardo neuro psicomotorio, microcefalea, epilessia generalizzata sintomatica, con conseguente indebilimento permanente del tronco neuroencefalico e con gravissime implicazioni anatomo funzionali. Le indagini hanno permesso agli investigatori di accertare che al presidio ospedaliero Santo Bambino le cartelle cliniche «sovente – spiegano gli inquirenti – vengono redatte successivamente rispetto all’insorgere dell’avvenimento clinicamente rilevante per nascondere eventuali responsabilità mediche».

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