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Incidente Sansovino: sei avvisi di garanzia

MESSINA

Procede senza sosta il lavoro della Procura di Messina sulla vicenda dell’incidente sul traghetto Sansovino, in manutenzione presso il Molo Norimberga a Messina, costato la vita a tre uomini dell’equipaggio, Christian Micalizzi, Gaetano D’Ambra e Salvatore Parisi.

La Capitaneria di Porto di Messina, che conduce le indagini, ha notificato gli avvisi di garanzia a Salvatore Virzì,  58 anni di Trapani, comandante del Sansovino, tutt’ora ricoverato al Policlinico di Messina; Fortunato De Falco, direttore di macchina, 46 anni residente a Spadafora; Luigi Genchi, 52 anni, della provincia di Potenza,  amministratore delegato di Caronte & Tourist Isole minori, la società che ha rilevato il Sansovino e parte della la flotta della Siremar; Domenico Cicciò, 49 anni di Messina, anch’egli nella società armatrice; Iosué Agrillo, 60 anni, titolare di una società di Napoli che si occupa di lavori di manutenzione sulle navi. Un sesto avviso riguarda la Caronte & Tourist Isole minori.

I reati ipotizzati da parte dei sostituti Federica Rende, Marco Acolla e Roberto Conte, cui è stata affidata l’inchiesta, coordinati dal procuratore aggiunto Giovannella Scaminaci, sono di omicidio colposo plurimo e lesioni gravi.

Per oggi è stato previsto l’affidamento dell’incarico per effettuare l’autopsia sul corpo delle vittime.

Alle 11 di questa mattina, su iniziativa di Cgil, Cisl e Uil, tutti i marittimi d’Italia si sono fermati per dire no alle morti sul lavoro e in ricordo dei colleghi che hanno perso la vita: le sirene delle imbarcazioni di tutti i porti nazionali hanno tristemente riecheggiato il tradizionale saluto. A Messina inevitabilmente la mente è tornata alla precedente tragedia del mare, quella dell’aliscafo Segesta speronato il 15 gennaio 2007 da una portacontainer in mezzo allo Stretto, col pesante bilancio di cinque morti.

Il dramma del Sansovino si è consumato martedì scorso nel locale sentina, dove pare in due si erano recati per la manutenzione: si sono sentiti male per le esalazioni di un gas letale, così come gli altri sopraggiunti in loro soccorso. In tre non ce l’hanno fatta. Altri tre sono stati ricoverati: Ferdinando Puccio, il più grave in Rianimazione all’Ospedale Piemonte – Irccs Centro Neurolesi “Bonino-Pulejo”; in netta ripresa il nostromo Nino Lombardo, anch’egli al Piemonte, e il comandante Virzì.

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