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In discussione l’intervento per sostenere gli aeroporti di Trapani e Comiso

TRAPANI

Per l’esercizio finanziario 2017 la spesa autorizzata è di cinque milioni e mezzo di euro che l’Assessorato al Turismo – sentiti gli Assessorati delle Infrastrutture e Mobilità e dell’Economia – assegnerà per «interventi a sostegno delle attività di promozione del territorio» in misura di 4 milioni per l’aeroporto di Trapani e 1 milione e mezzo per quello di Comiso. Per la suddivisione è stato rispettato un criterio proporzionale al traffico passeggeri sviluppato nell’ultimo quadriennio da ciascuno dei due scali. Le somme saranno erogate ai Comuni ma con il vincolo di spesa a favore dell’aeroporto. In pratica i fondi potranno (e dovranno) essere utilizzati per sostenere il nuovo accordo di co-marketing da sottoscrivere con Ryanair.

L’assessore Alessandro Baccei ha spiegato in aula che «l’obiettivo è di aumentare i flussi turistici e sostenere, quindi, l’economia, non solo delle aree di Trapani e Comiso, ma dell’intero territorio siciliano».
L’approvazione dell’articolo è il risultato di un confronto serrato tra le parti politiche, all’interno delle commissioni parlamentari e in Aula, che hanno riconosciuto le ragioni del territorio sostenute dalla gran parte della deputazione trapanese, che ha fatto “pressing”sul Governo regionale.

Un risultato che non solo garantirà la presenza del vettore low cost irlandese ma che consentirà agli operatori del settore turistico di continuare a investire con una prospettiva certa.
«Mi pare importante – ha commentato il deputato trapanese Girolamo Fazio, tra i più attivi su questo fronte – che lo stesso articolo assegni un ruolo ai Comuni, sulla scorta dell’esperienza trapanese. Auspico che questo provvedimento rappresenti non un punto d’arrivo ma un punto di partenza della politica regionale a sostegno dei cosiddetti aeroporti minori. Scali secondari ma non meno strategici degli scali principali, almeno per il turismo».
Contrari al provvedimento gli esponenti del gruppo del Movimento Cinque Stelle che avevano presentato degli emendamenti, poi ritirati, secondo cui fondi rappresenterebbero una sorta di “aiuto di Stato” che non è consentito dalla normativa vigente.
di Ornella Fulco

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