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Almaviva, cresce il malcontento: «Una situazione diventata intollerabile»

PALERMO

«Ormai la situazione in Almaviva è diventata intollerabile: la direzione aziendale sta trasformando le sedi di Roma e Napoli in caserme dove vige uno stato di tensione continuo. Si passa da una provocazione ad un’altra in totale spregio delle persone che lavorano per questa azienda da anni con dedizione ed onestà ricevendo in cambio, ormai da diverso tempo, nient’altro che di essere usati sempre più come “ostaggi”». Così in una nota congiunta i sindacati di categoria Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil commentano.

«Mentre la dirigenza si appresta a fare il pieno di commesse in Romania pretende anche di decurtare i salari dei propri dipendenti in Italia. E come se non bastasse si vuol fare passare tutto questo come un’apertura – prosegue la nota -. A ciò si aggiunge che il clima creato dall’azienda nelle sedi in chiusura è semplicemente indegno. E non serve ad alleggerire tutto questo parlare di appuntamenti disertati convocati di sabato. La dirigenza di Almaviva deve aver ben chiaro che i lavoratori non arriveranno a pagare di tasca loro per un posto di lavoro. Se vogliono fare un accordo che faciliti il più possibile le uscite volontarie e gestisca in modo equo gli esuberi sanno dove trovare il sindacato. Ci aspettiamo francamente che tutte le istituzioni del Paese, da quelle locali ai massimi livelli di responsabilità politica nazionali, prendano una posizione chiara contro questo atteggiamento arrogante ed irresponsabile ed agiscano di conseguenza», concludono i sindacati.

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