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Sciacca e Ribera, il maltempo causa la perdita del 50 % di agrumi

AGRIGENTO

Ribera. Ventiquattro ore dopo la furia di acqua e fango che si è abbattuta sulla parte occidentale della provincia di Agrigento è il momento della conta dei danni.

La tregua concessa dal maltempo ha fatto in modo che si  potesse  cominciare una prima stima dei danni. Lo scenario che ci si presenta davanti non è dei migliori. Le zone più colpite sono sicuramente Sciacca e Ribera.

Le condizioni del fiume Verdura hanno da subito preoccupato i tecnici al lavoro sul suo monitoraggio. L’esondazione, verificatasi puntualmente, come previsto, nel primo pomeriggio, ha di fatto messo KO tutti i collegamenti tra i due paesi e diversi tratti della strada statale 115, rimasta chiusa al traffico praticamente per tutta la giornata.

Questa mattina le scuole dei due paesi sono rimaste ovviamente chiuse.

La confederazione italiana degli agricoltori ha effettuato una prima stima dei danni, che fa riferimento al solo settore agrumicolo, parlando di almeno 30 milioni di euro. Moltissimi dei campi nelle zone tra Sciacca,Ribera,Burgio e Cianciana sono rimasti allagati. In totale, dovrebbero essere almeno 200 ettari di terra devastati.

Ribera è di fatto in ginocchio. Il sindaco Carmelo Pace, già con un comunicato dai risvolti quasi drammatici, aveva fatto sapere che «In paese non esistono più strade. Sono saltati i collegamenti con i paesi limitrofi e anche con l’ospedale di Sciacca. E’ l’apocalisse».

Oggi, con un primo reale monitoraggio, si è potuto prendere atto di come la quasi totalità della viabilità agricola è andata distrutta: trizzere e sentieri, indispensabili per raggiungere i fondi agricoli, non esistono più.

Non sono migliori neanche le stime sui danni sulla produzione agricola riberese: si aggirerebbe intorno al 30% la perdita sul vendibile e questo data riguarda non solo Ribera ma anche in comuni come Chiusa Sclafani, , Bivona, Burgio, Calamonaci, Caltabellotta, Menfi e  Montallegro.

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