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Farmaci generici, Gucciardi: «Un’opportunità importante per il sistema sanitario»

«Il farmaco generico rappresenta un’opportunità importante per il sistema sanitario nel suo complesso. Il dato siciliano di consumo dei generici, pari a circa il 20%, può, anzi deve, essere migliorato». Così Baldassarre Gucciardi, assessore regionale alla Sanità, ha voluto indicare la linea del governo dell’isola su un elemento-chiave della spesa e del costume sanitario.

In Italia, è stato sottolineato nel corso dell’incontro, che i generici sono stati introdotti 20 anni fa e dal 2000 a oggi hanno fatto risparmiare quasi 4 miliardi di euro alle casse dello Stato. Si tratta di medicinali che replicano quelli non pù’ coperti da brevetto o da certificato di protezione complementare e che per questo vengono commercializzati con il nome del principio attivo. In Italia, in media, solo il 20% delle confezioni dispensate in farmacia ha queste caratteristiche contro il 50% della Germania, il 60% degli Stati Uniti e l’80% della Gran Bretagna, con punte d’eccellenza in Trentino (46%) e in Lombardia (40%).

«Io credo nel ruolo sociale dell’equivalente che dà modo a tutte le persone di curarsi, abbassando la spesa sanitaria», ha detto Salvatore Butti, direttore business unit generics di Teva Italia, filiale tricolore del produttore numero uno al mondo nei generici con i suoi 87 stabilimenti. «Le risorse, infatti – ha aggiunto – vanno utilizzate per i farmaci innovativi come avviene negli Stati Uniti, culla della ricerca scientifica e dove gli equivalenti hanno raggiunto il 60% del mercato».

Ma se la Sicilia è fanalino di coda in Italia nell’utilizzo di farmaci non griffati e la Penisola lo è in Europa «il problema è soprattutto di carattere culturale», ha ribadito Roberto Tobia, presidente di Federfarma Sicilia, confermando la valutazione dell’assessore Gucciardi, e per correggere il trend i farmacisti «hanno un ruolo di fondamentale indirizzo nelle scelte del paziente e nel contenimento della spesa per i farmaci».

Per Giovanni Polimeni, dirigente farmacista del Centro regionale di farmacovigilanza di Messina, «sulle molecole equivalenti non sono obbligatori studi, ma ne sono stati fatti comunque molti e molto approfonditi che hanno dimostrato come i farmaci siano sovrapponibili» ha concordato. «Inoltre, dato il costo più contenuto il generico porta a una maggiore aderenza nella cura, soprattutto nei pazienti anziani che spesso hanno meno soldi da spendere».

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